Il Tirreno

Il caso 

Camera di Commercio niente emendamento ma forse un accordo

L.B.
Camera di Commercio niente emendamento ma forse un accordo

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Carrara

Niente emendamento per scongiurare la fusione degli enti camerali: all'orizzonte spunta però un tavolo tra Governo e Regioni per discutere dei numeri della questione. «La commissione bilancio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Governo a convocare un tavolo con le Regioni per stabilire criteri e numeri delle Camere di Commercio da valutare per l’accorpamento, una situazione che riguarda alcuni enti camerali in Toscana e in Emilia Romagna», così, in una nota degli scorsi giorni, il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci che però aggiunge: «Avrei preferito un emendamento al Dl Agosto che riformasse la Legge Madia per evitare gli accorpamenti, ma non si sono creati i presupposti giusti con il Ministero dello Sviluppo Economico e con gli altri gruppi parlamentari. Io resto convinto di questa esigenza e spero che nel tavolo che il governo dovrà convocare, la battaglia a difesa dell’autonomia delle Camere di Commercio possa prevalere», conclude il capogruppo democratico. Insomma, il “maxi-emendamento” all'ultimo tuffo, soluzione auspicata anche dall'ente camerale apuano, per rimettere in discussione la fusione (tra le altre) della Camera di Commercio di Massa-Carrara con quelle di Lucca e Pisa, non ci sarà. Il tavolo tra Regioni e Governo assume così le tonalità di una fumata grigia per i contrari agli accorpamenti. Da capire, a questo punto, come conciliare i tempi tecnici dei vertici con quelli del decreto legge. L'accorpamento infatti – con la Legge Madia a fissare il limite di 60 camere a livello nazionale – ha subito un'accelerazione nel suo iter con il “Decreto Agosto”. «Il “Decreto Agosto” dice: chi non ha concluso il processo di accorpamento vede decadere i suoi organi entro 30 giorni. Per noi, prendendo la data del 14 agosto, data in cui il decreto legge ha fatto il suo ingresso nella Gazzetta Ufficiale, vuol dire lunedì 14 (settembre, ndc): ma io non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale su un possibile commissario, come previsto sempre dal decreto legge che di fatto obbliga la fusione entro due mesi (14 ottobre, ndc)», ci aveva spiegato il presidente Dino Sodini tra i contrari alla fusione dell'ente apuano con le Camere “big” di Lucca e Pisa.

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