Il Tirreno

la scuola al tempo del covid 

Precari: «Da assegnare ancora troppi posti, storia, lingue e italiano»

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Tanti, forse troppi, sono ancora i posti a tempo da assegnare: si parla di italiano, storia, lingue, scienze motorie, supplenti, docenti per il sostegno. Una situazione che si abbatte, da un lato, su una schiera di precari costretti ad aspettare una nomina che potrebbe anche non arrivare, e dall’altro sugli studenti, alcuni dei quali con disagi maggiori rispetto agli altri; per non parlare poi di tutti gli altri problemi di cui si sta discutendo ormai da un mese: graduatorie sballate, punteggi errati, convocazioni in ritardo, nuovi sistemi per fare le domande, norme in continuo mutamento. Lucia Natali, responsabile del settore scolastico della Cisl contattata per sapere l’entità dei posti in ballo, racconta che «si stanno completando le graduatorie provinciali per supplenza, ma con le nuove graduatorie e metodologie c'è un sovraccarico per il mondo della scuola. Oggi ci saranno le convocazioni, online, per le nomine delle Gps e l’incrocio per il sostegno dell’infanzia e primaria, che dovrebbero sistemare poco meno di 120 posti. Per quanto riguarda la secondaria la situazione è più complessa; i posti vacanti per il sostegno sono altrettanti se non di più, ed avverrà solo a metà ottobre, causando il triplo dei disagi per i ragazzi in questione. Poi manca ancora la parte umanistica, che comprende tanti insegnanti. Tutte le scuole sono ancora sguarnite». Come per altre sigle, anche in Cisl c'è del biasimo per l'operato del Ministero: «Siamo ancora in grande confusione, nonostante la ministra rassicurava che il 14 sarebbero stati tutti in classe. Ci hanno preso in giro, perché non si sono resi conto cosa significa fare scuola, tenendo conto che c’era anche la situazione Covid. Molte cose, per la responsabile, si potevano evitare: «Questo è il primo anno che viene fatta la domanda sulla piattaforma, e nessuno ero abituato. Poi anche il sistema operativo ha crashato più volte, ha sballato il calcolo dei punteggi, è stato cambiato più volte in corso d’opera. Certe persone hanno fatto domanda in un modo e se la sono trovata, per diversi motivi, in un’altra. Eppure a livello teorico è una buona idea, ma va semplificato». C’è poi la questione dei posti Covid, insegnanti aggiuntivi per prevenire classi affollate: «Si tratta di uno scandalo, perché stiamo parlando di contratti che durano fino al termine della didattica, che in condizioni normali sarebbe giugno; tuttavia potrebbe tornare la didattica a distanza». —

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