La manifestazione
Massa, «Le opere anti erosione e i ripascimenti falliscono da 75 anni»
L’associazione Astra di Umberto Nesi farà nuove proposte durante un convegno dopo l’approvazione del piano dell'arenile
massa
Sono anni che Umberto Nesi, imprenditore e presidente di Astra, Associazione Sviluppo Territoriale Rilancio Apuo-Versiliese, si interessa del fenomeno dell’erosione, pur non avendo attività legate all’economia del mare, e oggi, a seguito dell’ennesima grande mareggiata che ha lasciato in ginocchio la costa, torna a parlare.
«Vengo al sodo- inizia- la crisi economica incombe sul nostro territorio da molti anni con perdita di lavoro ed occupazione. Tante strutture ricettive sono chiuse, e altre stanno chiudendo, zero alberghi nuovi, le così dette seconde case vuote. Ogni anno file di ombrelloni in meno e non dimentichiamo cosa ha subito e tutt’ora subisce il litorale dal Casone, Ricortola, al Bondano, con una continua svalutazione di tutto il patrimonio immobiliare comunale. Gli esperti- continua Nesi- hanno sempre mal consigliato le amministrazioni. Un grave errore di fondo è stato quello di realizzare opere contro il fenomeno erosione per salvare il viale a mare. Per me si doveva tenere maggiormente conto sin dall’inizio del fenomeno, con un’attenta lettura della variazione della linea di costa provocata dall’innaturale porto di Marina di Carrara. Mai in questo territorio si è pensato al medio-lungo termine. Si vive sempre alla giornata. Purtroppo oggi- continua Nesi- si commette ancora l’errore di intervenire con lavori urgenti ed indifferibili, per salvare ciò che tra l’altro non crea più economia turistica come le colonie: così piano piano anche ai Ronchi si perderà la spiaggia e l’ambiente marino si configurerà come di fronte a molte colonie dal Casone a Ricortola, Bondano».
Nesi non è d’accordo neanche con la cosidetta opera di ripascimento: «Come le idrovore, le scogliere, le difese rigide, i geo-tubi, tutti sistemi dei soliti “esperti”, emersi sempre dopo complicati studi basati su modelli matematici e fisici. L’ultimo ripascimento- spiega- riguarda ben 100.000 mc di sedimenti dal porto di Viareggio; il dragaggio, il trasporto ed il versamento richiede 143 giorni (circa 5 mesi) naturali e consecutivi sempre mare permettendo. Avendo iniziato l’opera il 7 marzo e sospesa il 15 Giugno us, non causa Covid bensì per permettere al tratto interessato dall’intervento l’apertura delle attività, si sono sversati nell’area 30.000 mc di sedimenti pari al 30% dell’intera opera prevista. Diciamo che con un paio di mareggiate estive e con la prima autunnale di venerdi 25 settembre, quella sabbia già sta navigando in mare aperto».
Nesi da anni sostiene che «Il ripascimento, sul piano di intervento tecnico anti erosione, è un’ opera innaturale e che pertanto non riuscirà mai a far fronte ai moti ondosi ed alle correnti marine. Troppe sono le variabili meteorologiche e marine incontrollabili quali il vento con i suoi improvvisi cambiamenti di direzione, la temperatura dell’aria e dell’acqua nelle varie curve batimetriche, la salinità. Se a quanto sopra aggiungiamo gli ostacoli antropici (porti, scogliere, protesi alle foci dei corsi d’acqua) si capisce come sia impossibile affrontare il fenomeno erosione con modelli matematici e fisici. Ammesso poi che da ripascimenti stagionali si passi come richiesto a ripascimenti degli arenili, chi paga tutto questo e sostiene economicamente tutto questo?»
Ma una sua soluzione definitiva? Chiediamo in conclusione a Nesi: «Neppure grandi scienziati l’hanno mai proposta. Non è nel mio stile dire che ho in tasca la soluzione. Però posso dire che le opere faraoniche sino ad oggi portate avanti dal 1942 hanno fallito. Astra sta sviluppando un’analisi con tema “erosione: cosa fare” da presentare e discutere preventivamente a chi ci amministra sul territorio, dalla Regione alla Provincia al Comune ed a tutti i soggetti attivi nelle attività turistica coinvolgendo tutti i cittadini, residenti e non, che intendono e possono per interessi e competenze specifiche partecipare. Astra si impegna di presentare un’ipotesi risolutiva al Comune di Massa entro i termini di adozione dello strumento urbanistico relativo al Piano dell’arenile. La possibile soluzione al fenomeno erosione si basa comunque principalmente sulla profonda conoscenza del nostro territorio massese. Qualunque anticipazione risulterebbe semplicemente fuori luogo e scorretta da parte mia». —
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