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Restaurata a Caglieglia la “Maestà del Fornello” antico affresco del 1600
massa
È stata una bella cerimonia quella dello scorso sabato al Fornello di Massa per la presentazione della Maestà restaurata. «È stata l’occasione- dice Maria Gemma De Angeli- per ricordare i padri carmelitani di Casette, come padre Anselmo Ricci. Nel 2009 uno di questi padri mi disse: “questa è una Madonna del Carmelo, ci sono tutti gli elementi: il colore marrone della veste, quello bianco del mantello, la stella sulla spalla, la mano del Bambino che tocca il volto della Madonna”. Se i nostri padri carmelitani- continua la De Angeli- avessero saputo che a due passi dal loro paese si trovava la Madonna che veneravano, di sicuro questo sarebbe diventato un luogo di incontro e di preghiera. C’era un desiderio che venne pronunciato da Padre Giuliano durante la Santa Messa per il 25° di Sacerdozio di Padre Lorenzo Ciuffi. Con Don Dino, parroco di allora, e l’aiuto dei paesani avrebbero voluto realizzare un tabernacolo dedicato alla Madonna del Carmine come segno di gratitudine e di riconoscenza per aver dato al paese molti padri carmelitani. Ecco, la Madonna del Carmelo al Fornello sarà anche “il loro tabernacolo».
A parlare della storia dei Carmelitani e della loro diffusione è stato Valentino Anselmi, Funzionario della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara: «Questo affresco, che possiamo far risalire agli inizi del 1600, di autore ignoto, è simile al quadro dipinto da Girolamo Massei nel 1595 che si trova nella Basilica di S. Martino ai Monti a Roma. Nel 1587 Alberico I Cybo Malaspina donò ai Carmelitani un terreno a Carrara per costruirvi la chiesa del Carmine e già prima a Massa, nel 1554 erano stati eretti la Chiesa e il Monastero del Carmine.
A relazionare sulle tecniche del restauro è stata Silvia Bartalucci che insieme a Federico Gelli, ha eseguito il lavoro: «Abbiamo ritenuto importante rimuovere tutti i rifacimenti e le ridipinture delle epoche successive e quello che ora si vede è solo l’originale». A rappresentare le amministrazioni provinciali e comunali, Gianni Lorenzetti, Stefano Alberti, Massimo Evangelisti. «Avendo riscoperto quest’opera- ha detto Lorenzetti- la consegniamo alla comunità locale e a tutta la città. Siamo molto orgogliosi della nostra provincia perché è ricca di persone intelligenti e di grande volontà». Il Presidente ha ringraziato la famiglia Benassi che per generazioni ha preservato l’opera. —
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