La protesta
«Il Comune è disposto a pagare l’asilo privato»
Carrara
«L’amministrazione è disposta a pagare l’asilo privato ai bambini»: così la consigliera di maggioranza Marzia Paita e il sindaco Francesco De Pasquale durante l’ultimo confronto di fuoco avvenuto ieri tra i genitori della scuola primaria Giampaoli e del Comitato Taliercio, piazza 2 Giugno, la dirigente del plesso Taliercio Donatella De Masi e l’ex dirigente Anna Maria Florio.
Come diciamo anche sopra, una trentina di genitori con bimbi al seguito è andata a protestare alle 8.30 sotto il Comune per gli 85 bambini della Giampaoli, senza un posto dove andare fino alla fine dei lavori iniziati il 20 dello scorso Giugno, attualmente prevista per il 1° Ottobre.
Le famiglie attendono il confronto col sindaco sotto il Comune. Poi la consigliera Paita acconsente a far entrare - previa, naturalmente, misurazione della temperatura - «solo i genitori della Giampaoli, un genitore per bambino» nella sala di rappresentanza del Comune. Solo nel momento in cui i tecnici chiariscono che la sala può ospitare circa 44 persone nel rispetto delle norme anti-covid entrano tutti. E sono infuriati. zLe rimostranze dovreste farle alla preside - esordisce Paita - perché non ha voluto mandare l’rspp (responsabile del servizio prevenzione e protezione) della scuola (Andrea Corradini, ndc) a fare un sopralluogo presso la parrocchia della Ss Annunziata insieme al responsabile sicurezza di piazza 2 Giugno. Il dirigente del settore scuola Guirardo Vitale non vi ha detto di mandare i bambini all’asilo privato, e che la retta l’avrebbe pagata il Comune?».
I genitori rispondono di no. «Il Comune non è arrivato in ritardo - prosegue la consigliera - Piazza 2 Giugno ha chiesto alle varie dirigenti scolastiche cosa sarebbe stato opportuno fare sulle proprie sedi, alla luce della normativa anti-covid. L’Istituto comprensivo Taliercio ha risposto il 14 Luglio, è stata la dirigente Florio a richiedere i moduli-aula. Lei avrebbe dovuto convocarvi prima».
Paita non risparmia nemmeno l’attuale dirigente De Masi: «Gli spazi li aveva, ma non li ha voluti utilizzare». Una ricostruzione dei fatti smentita sia da Florio che da De Masi. E l’odissea continua.
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