Gioco
“Quelle come me” Luca Locati Luciani e il “gender” anni ’70
CARRARA
Venerdì prossimo (sarà il 25 settembre) alle 18,30, alla libreria “Antigone” di Milano, verrà presentato il libro “Quelle come me”, edito da Pm e scritto dal carrarese Luca Locati Luciani in foto) 42enne, collezionista e già autore del volume “Crisco disco”, insieme ad Andrea Meroni, redattore della testata online “Cultweek”. Il volume, realizzato con la collaborazione di Giovanbattista Brambilla, ricostruisce la genesi del film “Splendori e miserie di Madame Royale”, diretto da Vittorio Caprioli uscito il 17 settembre 1970. Si tratta di una pellicola cult, la prima prodotta in Italia con protagonista un omosessuale, interpretato dal grande Ugo Tognazzi, che, 8 anni prima del “Vizietto”, accettò il ruolo di Alessio, mite corniciaio romano di giorno, che evade dalla routine vestendo di notte i panni di una gran dama francese del ‘700. Nel cast figurano anche Caprioli stesso, Maurice Ronet, Jenny Tamburi, Simonetta Stefanelli ed alcuni componenti della “Compagnia dei Legnanesi”. Il copione è firmato da Caprioli insieme a due grandi sceneggiatori come Enrico Medioli, collaboratore di Luchino Visconti e Bernardino Zapponi, felliniano doc, coadiuvati da Franca Valeri, allora moglie di Caprioli, di cui il volume pubblica un’intervista, al fianco dei pareri di Ricky Tognazzi e Pier Luigi Pizzi, scenografo e costumista del film. Ma ci sono anche interventi di Ivan Cattaneo, Vladimir Luxuria ed Ada Mori. La prefazione è di Vieri Razzini, critico cinematografico e responsabile della programmazione cinema di Rai Tre ai tempi di Angelo Guglielmi.
Meroni e Locati Luciani, inoltre, hanno raccolto testimonianze di attori e rappresentanti del mondo Lgbt, per scoprire l’identità degli interpreti anche minori della pellicola, mettendone in risalto i preziosismi tecnici, come la fotografia di Giuseppe Rotunno e le musiche di Fiorenzo Carpi. Insomma, un libro militante, ma anche di cinema, su un film allora scomodo (269 milioni di incassi) e quasi motivo di imbarazzo per una critica non usa al “gender”, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso per la liberazione dei costumi in Italia. Centrale, in particolare, l’indagine sulle suggestioni provenienti dalla realtà. La trama, infatti, è ispirata ad una delle tre case per omosessuali aperte a Milano dopo il 1945. La più nota era quella gestita da uno scenografo, detto appunto Madame Reale. —
DAVID CHIAPPUELLA
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