Toscana
Addio al patron della Superforni, contribuì a portare la Massese in B
Flavio Rinaldi aveva 86 anni: ha esportato i suoi prodotti per pizze in tutto il mondo
MASSA.Si è spento a 86 anni, circondato dall’affetto della famiglia e dei numerosi tifosi bianconeri, Flavio Rinaldi, imprenditore, patron della Rinaldi Superforni, persona conosciutissima che ha lasciato nitida la sua impronta sulla città.
La vita di Flavio Rinaldi è stata intensa, dedicata all’imprenditoria, alla famiglia e alla amata Massese. La sua è stata una scomparsa silenziosa e inaspettata: nessuno, tranne i familiari più stretti, poteva immaginare un evento tanto doloroso visto che proprio agli inizi del mese Flavio era stato festeggiato dai tifosi, dal Club Ricci e dal Comitato del Cinquantenario in occasioni dell’anniversario della storica promozione in B della squadra cittadina. Promozione possibile proprio grazie anche a Rinaldi, Vieri Rosati, il Baffo Moschini ed i giocatori, molti dei quali presenti alla cerimonia del ricordo della premiazione. Come i vari Fichera, Albanese, Formisano, Colombo, Ciruel, Persico, Tinti ,Zana, Menconi e altri (sono giunti apposta per il festeggiamento, rispettivamente da Catania, Napoli, Chiavari, Bergamo,e Livorno e da Massa dove è rimasto Francesco Zana).
Il funerale di Flavio Rinaldi si è svolto venerdì 18 settembre nella chiesa di San Giuseppe, in via Pisa, chiesa che lui aveva contribuito a costruire, come ricordato dal sacerdote all’altare durante la celebrazione. Amici e parenti si sono stretti intorno alla moglie Luana Belli e ai figli Renato e Roberta che hanno seguito il percorso del padre e gli sono rimasti accanto fino all’ultimo momento.
Rinaldi era il patron della ditta Rinaldi Superforni che ha venduto in tutto il mondo i suoi prodotti per la cottura di pizze, pane e prodotti di forneria. Alla ditta, nel gennaio del 2018, il Tirreno ha dedicato una pagina speciale della rassegna “I Resistenti”, riservata a imprese e attività storiche della zona, attività che hanno contribuito alla ricrescita economica della città nel dopoguerra.
E durante l’ intervista rilasciata al Tirreno, Flavio, i figli e i nipoti ci raccontarono la storia della loro famiglia, storia di quelle da libro Cuore. L’inizio con il nonno Agostino Rinaldi che, con la sua intraprendenza, fra l’alta Italia (era di Lecco) e la Germania immagazzina nozioni e conoscenze elettriche per poi trasferirsi in Toscana, a Marina di Massa. Qui inizia la sua attività lavorativa prima come tecnico alla Iniex poi, su suggerimento di un amico, prova a costruire un forno elettrico. È stato un successo incredibile. E da qui la nascita della dinastia Superforni Rinaldi la cui torre campeggia nella zona industriale davanti all’ex Dalmine. E pochi anni dopo con l’ingresso del giovane Flavio a fianco di Vieri Rosati, neanche trentenni, nella Massese inizia anche il miracolo della storica promozione in serie B.
«Ci ha sempre tenuto tantissimo alla Massese - ci racconta il figlio Renato il giorno del funerale - tanto che dopo l’ultimo riconoscimento avuto al palazzetto dello sport era tornato a casa molto sofferente, ma soddisfattissimo per l’accoglienza avuta ed il riconoscimento ricevuto, ma stava male tanto che il giorno dopo lo abbiamo portato in ospedale e la sua fiammella ha iniziato a spegnersi. Era rimasto l’unico dirigente ancora in vita dello storico periodo della serie B e di tanti splendidi campionati disputati».
Da un po’ di tempo, causa le sue condizioni fisiche, non si vedeva più in città, ma tutti ricordano di averlo visto in centro o davanti al Bar Sport o al Battistini (accanto al tetro) negli anni d’oro, a discutere della squadra o dei problemi della città. Imprenditore e grande tifoso, il comitato organizzatore del 50° anniversario della Promozione in serie B si unisce al dolore della famiglia insieme a tutti i giocatori di quel tempo giunti a Massa in questo periodo: Albanese, Persico, Menconi, Tinti, Formisano, Colombo, Fichera, Ciruel, il figlio di Buttini, la moglie di Galassin e di Vitali, e Tarantola. —Aldo Antola
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
