Il Tirreno

verso il voto 

Licenza di sparare ai cinghiali tra le richieste della Coldiretti

Il mondo dell’agroalimentare chiede anche investimenti per ridurre il rischio idrogeologico nelle campagne e per il recupero delle acque

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massa carrara

Ridare centralità all’agroalimentare nell’economia regionale, garantire liquidità alle imprese agricole nella Fase 3, fauna selvatica e promozione della qualità e della distintività dell’agroalimentare, sono solo alcune delle priorità contenute nel documento che Coldiretti Massa Carrara ha sottoposto all’attenzione dei candidati.

Agli incontri hanno partecipato Claudio Novoa (Italia Viva), Elisabetta Sordi (Pd), Giacomo Bugliani (Pd), Emanuele Canepa (Lega). Tra le proposte avanzate dalla presidente provinciale, Francesca Ferrari l’istituzione dell’assessorato regionale dell’Agroalimentare ritenuto “centrale nello sviluppo e nell’identità del sistema Toscana per rafforzare la filiera agroalimentare Made in Toscana”. A livello provinciale, il 2019, secondo l’ultimo rapporto della Camera di Commercio, ha registrato un calo delle imprese agricole del 3,5% (-1,6% regionale e - 1,5% nazionale) e delle esportazioni del 29%. «L’emergenza Covid-19 ha aggravato un bilancio non incoraggiante – aggiunge la Ferrari - incidendo su un tessuto imprenditoriale già fragile.

«Poi c’è l’irrisolta questione della presenza fuori controllo egli ungulati, in particolare cinghiali nella Lunigiana. Secondo Coldiretti serve “un provvedimento regionale che autorizzi l’agricoltore in possesso di licenza di caccia, in caso di mancanza d’intervento da parte della Polizia Provinciale – ha spiegato il direttore provinciale, Maurizio Fantini – a intervenire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti dalle azioni di controllo, oltre a riconoscere all’imprenditore agricolo il risarcimento del 100 % del danno. «E servono – ha detto ancora Fantini - investimenti per il contenimento del rischio idrogeologico e per la realizzazione di opere che recuperino le acque, con l’obiettivo di ottenere il doppio risultato della corretta gestione delle acque e lo sfruttamento di queste a fini produttivi».

Coldiretti ha inoltre chiesto ai candidati di promuovere il ricambio generazione in agricoltura, realizzare modelli agricoli sostenibili ed inclusivi, lotta al cambiamento climatico e creazione di filiere corte. Infine la richiesta di “dare piena attuazione alla Legge regionale del 20 gennaio 2015, con cui la Regione Toscana ha intrapreso la semplificazione dei procedimenti amministrativi in agricoltura, ma che ha bisogno di procedure attuative per non vanificare la spinta alla sburocratizzazione richiesta dalle imprese agricole della Toscana”. —



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