Toscana
Forza Italia rilancia il Traforo della Foce: «Massa e Carrara si uniranno»
Stefano Benedetti e Deborah Bergamini riesumano il progetto del tunnel, un’idea che nacque nel 1910 con Eugenio Chiesa e Domenico Zaccagna
Massa
Forza Italia ha presentato ieri mattina la proposta del traforo della Foce, questa volta corroborato da uno studio di fattibilità del Centro studi “Alcide De Gasperi”. Si tratta del progetto di un collegamento sotterraneo diretto tra Carrara e Massa, in grado, secon do i promotori, di abbattere i tempi di percorrenza e quindi di rendere più intensi e rapidi i contatti tra le due sponde della montagna. L’auspicio di Stefano Benedetti, capolista di Forza Italia alle elezioni regionali, è che «questo traforo possa permettere finalmente l’unione dei due comuni, passando da Massa e Carrara a Massa-Carrara».
L’idea, va detto, ha più di 100 anni: la prima ipotesi risale al 1910, allorquando l’onorevole Eugenio Chiesa con l’ingegnere Domenico Zaccagna progettarono una tranvia di collegamento sotterraneo alternativa al contrafforte della Foce. Un secondo studio risale al 1957, ma come il precedente è rimasto lettera morta per almeno mezzo secolo. Solo nel nuovo millennio è tornata l’attenzione sulla possibilità, e le capacità, di un traforo in grado di collegare i due comuni in una manciata di minuti. Ad oggi il piano illustrato da Fi prevede un traforo di circa due chilometri percorribili in meno di due minuti. I punti di entrata e di uscita non sono ancora definiti, ma si prospetta grosso modo un varco vicino a via San Francesco a Carrara ed uno nella zona Mirteto a Massa.
«Abbiamo appoggiato il recupero di questo progetto -spiega Benedetti- perché finalmente dopo anni di inerzia ci saranno le condizioni per avvicinare definitivamente le due città. Al momento per andare da Massa a Carrara ci sono due opzioni: via Foce, che d’inverno diventa ancora più pericolosa, e l’Aurelia, chi richiede diverse decine di minuti per percorrerla. Con questo traforo si creerebbe un indotto incredibile in termini di sicurezza, mobilità, sarà un’occasione per pendolari e turisti, per raggiungere i presidi sanitari, per ridurre l’impatto ambientale. Noi cittadini non pagheremo nulla: il costo di circa 20 milioni, stimato da Anas, potrà essere finanziato dallo Stato, o anche con finanziamenti europei. In consiglio comunale presenteremo una proposta per adottare il piano, ma faremo arrivare il progetto anche a Roma».
Per quest’ultimo compito era presente l’onorevole Deborah Bergamini, vice presidente della Commissione trasporti della Camera: «Nel nostro paese il nodo delle infrastrutture ha sempre bloccato la crescita. Questo è vero soprattutto nella nostra provincia, per colpa di una certa visione politica». Per l’onorevole forzista lo sblocco definitivo passerà dalle imminenti elezioni: «Sono sicura che mandando a casa la giunta di sinistra il tema delle infrastrutture riavrà importanza. É solo una questione di volontà politica». —
ivan zambelli
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