Zubbani è tornato e sostiene Giani
L’ex sindaco capolista per Psi-Pri: «Il tempo è galantuomo» Al suo fianco il candidato alla presidenza del centrosinistra
carrara
Il vecchio leone torna a ruggire e chiama a raccolta i suoi, la famiglia socialista che risponde numerosa, unendosi a quella repubblicana nella lista Orgoglio Toscana. Il vecchio leone è Angelo Zubbani (lui si definisce vecchio attrezzo) che torna in campo, presenta i suoi compagni di lista più giovani, Moreno Lorenzini, Valentina Della Zoppa e Carla Peruta, e incassa per l’occasione la presenza del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Eugenio Giani e del senatore socialista Riccardo Nencini.
Giani sembra contare parecchio sulla compagine socialista nella sudatissima sfida contro Susanna Ceccardi, e ammette lo stesso Giani di avere un feeling particolare con quella che è l’unica delle 6 liste che lo sostengono in cui compare esplicitamente il suo nome. Entrambi, Giani e Zubbani, arrivano insieme, dopo un incontro con l’associazione dei balneari.
«Il tempo è lungo ma galantuomo – esordisce davanti alla sua platea, quello che è stato il matador della politica carrarese, sindaco per due mandati, caduto in disgrazia politica soprattutto in seguito all’alluvione del 2014 e poi caduto, questa volta letteralmente, in montagna nel febbraio scorso – il clima che si respira nei miei confronti oggi, ve lo posso assicurare, non è più quello del 2017, i fumi dell’ebrezza sono un po’ svaniti». Zubbani appare in piena forma e non nasconde un pizzico di soddisfazione. Il Psi ritrova il suo leader e si unisce ai repubblicani, ma ci sarà bisogno di un grande sforzo, Giani non lo nasconde: «In questa campagna non esiste il ballottaggio; in Toscana è previsto solo se nessuno raggiunge il 40% ma siccome i sondaggi dicono che sia il centrosinistra che il centrodestra superano il 40%, chi arriva primo vince e lo dico a quelle forze che pur di avere un’utilità marginale dicono che poi tanto ci sarà il ballottaggio: non è così».
I tasti su cui spinge il candidato del centrosinistra sono principalmente tre: modello sanitario, economia e i fondi dall’Ue con Mes e Ricovery Fund per rilanciarli: «Vogliamo che il modello toscano vada avanti: l’86% del bilancio toscano è per la sanità perché noi scegliamo una sanità pubblica e universale. Certo c’è da migliorare: penso alle lista d’attesa, alla telemedicina, ma il modello toscano con il Covid ha dimostrato di essere migliore di quello lombardo arriveranno 209 miliardi con il Ricovery Fund in Italia grazie a Conte, Gentiloni e Gualtieri e per la Toscana ne arriveranno 15 in 5 anni. Ma come fai a candidarti alla guida della Toscana se voti contro al Mes che ha costi di interesse agevolati? Come farai a far fronte alle spese sanitarie?» chiede poi riferendosi alla Ceccardi.
Anche il senatore Nencini attacca la Ceccardi: «In Umbria la Lega ha vinto ma più della metà degli assessori non sono umbri, non ha un gruppo dirigente», accusa evocando l’idea della Toscana della Resistenza. «La Ceccardi-aggiunge- è contro eurobond e voterà no al Mes, ma senza i soldi della Ue non ci alcuna manovra possibile-raccomandandosi infine-andate a suonare a ogni campanello, un toscano su cinque deciderà sabato». —
Francesca vatteroni
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