Il Tirreno

Il primo cittadino di Carrara

«Mancheranno le pacche sulle spalle, soprattutto agli alunni più piccoli»

Alessandra Vivoli
«Mancheranno le pacche sulle spalle, soprattutto agli alunni più piccoli»

Intervista con Francesco De Pasquale nel triplice ruolo di sindaco, ex insegnante e papà: ricordi, preoccupazioni e auspici 

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/ carrara

Da studente il primo giorno di scuola che Francesco De Pasquale ricorda è quello del passaggio dalle elementari alle medie.

Da insegnante quello dell’incarico importante, a Monzone “la scuola che mi è rimasta nel cuore”.

Da sindaco di Carrara il primo giorno di scuola più complicato sarà quello di oggi: «Perchè gli istituti sede di seggio sarebbe stato meglio aprirli dopo le elezioni e, soprattutto, perchè l’avvio dell’anno scolastico sarà un banco di prova per misurarci con l’emergenza sanitaria ancora in corso».

Sindaco cominciamo dal passato. Il suo ricordo, studente, della prima campanella?

Bisogna davvero andare molto indietro nel tempo....Quello che mi ha segnato, come studente, è stato il passaggio dalle scuole elementari alle scuole medie. Allora era tutto molto diverso rispetto ad ora. Sentivi che stavi cominciano un percorso diverso, “da grande”. Ecco quella sensazione l’ho ben presente, è stato davvero un momento di crescitsa.

E invece da insegnante, visto che lei ha una lunga esperienza anche in questo campo?

Il mio primo anno di insegnamento non è cominciato il primo giorno di scuola, ero stato chiamato per una supplenza, in corsa, a Casola in Lunigiana. L’anno successivo, suamo nel 200-2011 è stato invece quello del primo incarico a Monzone: una esperienza bellissima che mi è rimasta nel cuore.

Arriviamo ad oggi. Da sindaco come vive questo primo giorno di scuola?

Fino all’anno scorso, da primo cittadino, ho sempre vissuto l’avvio dell’anno scolastico con grande serenità e tranquillità. Come un momento importante, insomma, e con un pensiero particolare a chi cominciava il percorso da studente. Beh oggi è tutto diverso. Oggi, è inutile nasconderlo, la preoccupazione c’è.

Ci sono vari elementi che non mi fanno vivere questo primo giorno di scuola in serenità, a cominciare da quello che, credo, sia nel cuore e nei pensieri di tutti. La prima preoccupazione è quella legata al problema di eventuali contagi e focolai. È vero che le scuole riaprono con tutte le dovute accortezze, ma siamo consapevoli che, nel momento dovessero verificarsi casi di contagio, saremmo costretti a mettere in atto procedure impattanti sia sulla scuola che sulle famiglie. Sono comunque convinto che rispettando il distanziamento e le misure che ogni istituto dovrà applicare dovrebbe andare tutto bene. Il condizionale purtroppo è d’obbligo.

Come genitore di un bambino che andrà a scuola è preoccupato?

Non sono preoccupato. In casa e fuori viviamo nel pieno rispetto delle regole e in questo senso, da padre, mi sento tranquillo. Certo, credo sia come insegnante che come genitore ai bambini mancherà il contatto, e questo soprattutto per i più piccoli. Non ci saranno le pacche sulle spalle, gli abbracci di incoraggiamento e per chi affrontate il primo giorno di scuola, nelle classi prime, questo potrà essere un problema.

Da sindaco crede sia stato fatto il possibile per cominciare l’anno on sicurezza?

L’ho già detto. Io avrei aperto le scuole sede di seggio (fra queste la Saffi, altre elementari e tre medie) dopo le elezioni, credo sarebbe stata la cosa migliore. Purtroppo abbiamo avuto fortissime pressioni dall’ufficio scolastico regionale per fare cominciare tutti gli istituti nello stesso giorno. Abbiamo dovuto adeguarci.

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