Toscana
Il miglior Vermentino d’Italia si produce sui Colli Apuani
Il gioco. Tra i premi anche bottiglie del nostro Candia
Massa-Carrara
Tra i premi in palio, anche alcune bottiglie di Candia dei Colli Apuani. Un vino straordinario. Proprio in questi giorni, è arrivata la notizia che è apuano il miglior Vermentino d'Italia. Alla vigilia doveva essere una “lotta” tra liguri e sardi, invece ad aggiudicarsi il riconoscimento più prestigioso del 27° Premio Vermentino, rassegna nazionale andata in scena il 28 e 29 agosto a Diano Castello (Imperia) è stata un’azienda apuana, L’Aurora di Francesco di Piero Mosti, di Romagnano, con l’etichetta “Massetano” del 2019. La commissione tecnica, presieduta da Paolo Massobrio, illustre firma del settore, e composta da otto sommelier Ais e Fisar, non ha avuto dubbi nel decretare il vincitore di questa edizione che ha raccolto l’adesione di 59 aziende per un totale di 78 etichette (esposte nelle due giornate presso il teatro Concordia) da 7 regioni, un traguardo impensabile solo due mesi fa. Saputo del trionfo, Mosti (il nome dell’azienda deriva da quelli dei due figli, Aurora e Francesco) si è messo in auto con un collaboratore ed ha raggiunto Diano Castello per la cerimonia. Il 27° Premio Vermentino, promosso dal 1994 dal Comune di Diano Castello, si è avvalso della compartecipazione dell’Azienda Speciale Riviere di Liguria e della collaborazione dell’Enoteca Regionale della Liguria e dei Consorzi regionali di tutela ed è stato patrocinato da Ministero delle Politiche Agricole, Regione Liguria, Camera di Commercio delle Riviere di Liguria, Prefettura e Provincia di Imperia, Gal Riviera dei Fiori, Associazione Borghi più Belli d’Italia e Associazione Nazionale Città dell’Olio. «Solitamente – commenta Piero Mosti, titolare dell’Aurora di Francesco – il concorso è un dualismo tra vermentini sardi e liguri. La vittoria di questo concorso non ci sorprende perché sappiamo di avere un prodotto di grande qualità, espressione della viticoltura eroica, fatto con passione e tanto impegno. In giuria c’era un certo Paolo Massobrio, critico enogastronomico autorevole e preparato. Questo successo vale quindi doppio. Le etichette del Candia dei Colli Apuani si stanno affermando a livello nazionale. È evidente una crescita qualitativa e di consapevolezza che fa bene a tutto il comparto». N.M.
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