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«Abbandonati gli studenti disabili, famiglie nel caos»
La Consulta sulle disabilità parla di «regressione dei diritti» «Nessuna certezza sul sostegno e sul trasporto»
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La scuola riparte, deve ripartire, anche se con mille incertezze, per tutte le famiglie e gli alunni della Provincia di Massa Carrara. Ma per uno studente con disabilità la scuola ai tempi del Covid sarà più dura rispetto ai suoi compagni; il cambiamento potrebbe essere irrecuperabile, la fatica troppo grande, la paura insormontabile. Chi si sta occupando di loro e delle loro famiglie, a cui, con molta probabilità, toccherà sopperire alla mancanza di organizzazione della scuola?
A pochi giorni dal primo suono della campanella, con grande preoccupazione e rammarico, il presidente della Consulta provinciale sulle disabilità, Pierangelo Tozzi, chiama a raccolta tutti i soggetti interessati alla riapertura delle scuole e lancia il suo appello: «Ci coinvolgano, per il tempo che resta, nella pianificazione delle regole di ingaggio. Non si può più decidere al posto degli studenti disabili e delle loro famiglie». Al tavolo con Tozzi ci sono anche Roberto Marrai, presidente dell’associazione Autismo Apuane e Fiorella Nari, presidentessa di Anffas Massa Carrara. Ecco i problemi: «Non siamo stati coinvolti nei passi per la riapertura degli istituti scolastici- inizia Tozzi- e per questo non sappiamo che situazioni dovranno affrontare gli studenti con disabilità. Quanti insegnanti di sostegno? Quanti assistenti alle autonomie? Come arriveranno a scuola e cosa gli accadrà se dovessero avere sintomi da Covid? Non ci dovrebbe essere bisogno di dire che non sono ragazzi uguali agli altri. Non possono essere accompagnati a scuola e lasciati davanti all’ingresso sperando che qualcuno si prenda cura di loro e che dentro non succedano guai».
Spiega bene le paure che un ragazzo autistico, ad esempio, potrebbe avere tornando in una scuola diversa, che non riconosce, Roberto Marrai: «L’adattamento per questi ragazzi autistici è una delle cose più difficili; un percorso che si fa crescendo insieme, con tanta pazienza, con le professionalità giuste e l’appoggio degli insegnanti. Per un ragazzo autistico entrare in classe e non avere più il suo compagno di banco, vedere tante distanze, incontrare nuove figure come un medico, non sarà immediato, né facile. E così per tutti i giovani con disabilità: se avranno sintomi verranno isolati? Sanno che molti di loro potrebbero avere crisi per questo? Sanno come dovranno trattarli? Esiste un piano di emergenza?»
Secondo la Consulta i mesi di lockdown sono stati già abbastanza duri per gli studenti con disabilità: «Rimanere chiusi in casa- dice Fiorella Nari- ha annullato tante certezze, tanti progressi fatti. Abbiamo più volte denunciato il fallimento della didattica a distanza per questi alunni. Ma siamo stati inascoltati».
Il presidente della consulta provinciale Pierangelo Tozzi rimarca la grave situazione in cui oggi si trovano le famiglie: «Nessuno sa se ci saranno congedi parentali per il Covid, né cosa accadrà qualora uno dei loro figli disabili dovesse risultare positivo; nessuna tutela, nessuna informazione. Questo sta portando molte famiglie apuane a prendere una decisione difficile, ma necessaria. Potrebbero non portare più i loro figli a scuola e preferire che rimangano a casa, nell’incertezza della malattia, oltre che della disorganizzazione. Temiamo la regressione anche di quei pochi diritti già acquisiti».
E un passaggio la Consulta l’ha voluto fare anche sulle prossime elezioni regionali: «Tutti devono avere diritto al voto- dice Fiorella Nari di Anffas- ma non tutti ce l’hanno. Nessuno sa che, per legge, l’accompagnamento in cabina elettorale è permesso soltanto alle persone con disabilità fisica, quando la Convenzione Onu da anni ha superato questo scoglio. Una persona con disabilità mentali e psico- sociali ha molta paura a ritrovarsi solo, chiuso in una cabina elettorale; può risultare difficile anche ripiegare la scheda, o capire in che contesto si trovano e cosa devono fare. Ci appelliamo al diritto di voto e chiediamo supporto a tutti i presidenti di seggio». —
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