Il Tirreno

la scuola ai tempi del covid 

«Abbandonati gli studenti disabili, famiglie nel caos»

Manuela D’Angelo
«Abbandonati gli studenti disabili, famiglie nel caos»

La Consulta sulle disabilità parla di «regressione dei diritti» «Nessuna certezza sul sostegno e sul trasporto»

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La scuola riparte, deve ripartire, anche se con mille incertezze, per tutte le famiglie e gli alunni della Provincia di Massa Carrara. Ma per uno studente con disabilità la scuola ai tempi del Covid sarà più dura rispetto ai suoi compagni; il cambiamento potrebbe essere irrecuperabile, la fatica troppo grande, la paura insormontabile. Chi si sta occupando di loro e delle loro famiglie, a cui, con molta probabilità, toccherà sopperire alla mancanza di organizzazione della scuola?

A pochi giorni dal primo suono della campanella, con grande preoccupazione e rammarico, il presidente della Consulta provinciale sulle disabilità, Pierangelo Tozzi, chiama a raccolta tutti i soggetti interessati alla riapertura delle scuole e lancia il suo appello: «Ci coinvolgano, per il tempo che resta, nella pianificazione delle regole di ingaggio. Non si può più decidere al posto degli studenti disabili e delle loro famiglie». Al tavolo con Tozzi ci sono anche Roberto Marrai, presidente dell’associazione Autismo Apuane e Fiorella Nari, presidentessa di Anffas Massa Carrara. Ecco i problemi: «Non siamo stati coinvolti nei passi per la riapertura degli istituti scolastici- inizia Tozzi- e per questo non sappiamo che situazioni dovranno affrontare gli studenti con disabilità. Quanti insegnanti di sostegno? Quanti assistenti alle autonomie? Come arriveranno a scuola e cosa gli accadrà se dovessero avere sintomi da Covid? Non ci dovrebbe essere bisogno di dire che non sono ragazzi uguali agli altri. Non possono essere accompagnati a scuola e lasciati davanti all’ingresso sperando che qualcuno si prenda cura di loro e che dentro non succedano guai».

Spiega bene le paure che un ragazzo autistico, ad esempio, potrebbe avere tornando in una scuola diversa, che non riconosce, Roberto Marrai: «L’adattamento per questi ragazzi autistici è una delle cose più difficili; un percorso che si fa crescendo insieme, con tanta pazienza, con le professionalità giuste e l’appoggio degli insegnanti. Per un ragazzo autistico entrare in classe e non avere più il suo compagno di banco, vedere tante distanze, incontrare nuove figure come un medico, non sarà immediato, né facile. E così per tutti i giovani con disabilità: se avranno sintomi verranno isolati? Sanno che molti di loro potrebbero avere crisi per questo? Sanno come dovranno trattarli? Esiste un piano di emergenza?»

Secondo la Consulta i mesi di lockdown sono stati già abbastanza duri per gli studenti con disabilità: «Rimanere chiusi in casa- dice Fiorella Nari- ha annullato tante certezze, tanti progressi fatti. Abbiamo più volte denunciato il fallimento della didattica a distanza per questi alunni. Ma siamo stati inascoltati».

Il presidente della consulta provinciale Pierangelo Tozzi rimarca la grave situazione in cui oggi si trovano le famiglie: «Nessuno sa se ci saranno congedi parentali per il Covid, né cosa accadrà qualora uno dei loro figli disabili dovesse risultare positivo; nessuna tutela, nessuna informazione. Questo sta portando molte famiglie apuane a prendere una decisione difficile, ma necessaria. Potrebbero non portare più i loro figli a scuola e preferire che rimangano a casa, nell’incertezza della malattia, oltre che della disorganizzazione. Temiamo la regressione anche di quei pochi diritti già acquisiti».

E un passaggio la Consulta l’ha voluto fare anche sulle prossime elezioni regionali: «Tutti devono avere diritto al voto- dice Fiorella Nari di Anffas- ma non tutti ce l’hanno. Nessuno sa che, per legge, l’accompagnamento in cabina elettorale è permesso soltanto alle persone con disabilità fisica, quando la Convenzione Onu da anni ha superato questo scoglio. Una persona con disabilità mentali e psico- sociali ha molta paura a ritrovarsi solo, chiuso in una cabina elettorale; può risultare difficile anche ripiegare la scheda, o capire in che contesto si trovano e cosa devono fare. Ci appelliamo al diritto di voto e chiediamo supporto a tutti i presidenti di seggio». —

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