Il Tirreno

dopo un esposto di rifondazione 

La prefettura oscura Benedetti «Abusivi i manifesti elettorali»

Camilla palagi
La prefettura oscura Benedetti «Abusivi i manifesti elettorali»

Erano affissi in vari punti della città ma per l’autorità è «propaganda elettorale irregolare». Il candidato: «Colpa del ritardo in Regione»

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massa

La Prefettura invita il Comune di Massa a provvedere “all'oscuramento o alla defissione” dei manifesti elettorali di Stefano Benedetti. È quanto si apprende da una comunicazione inoltrata all'Ente giovedì, in cui si parla di “propaganda elettorale abusiva”.

La richiesta, sottoscritta dal vice Prefetto, è stata inviata per conoscenza anche al Partito della Rifondazione Comunista, che in un esposto aveva sollevato la questione dei manifesti del forzista affissi in vari punti della città, fra i quali via Rosselli.

Manifesti incollati e in bella mostra – con il motto “Vinceremo” scritto a caratteri cubitali - che secondo l'esposto di Rifondazione sarebbero stati posizionati fuori dalle regole, perché - scrive il Prc: “Al momento non è stata fatta la delibera di giunta di assegnazione degli spazi di propaganda”.

Da qui la risposta dell'ufficio territoriale del Governo indirizzata direttamente al Comune di Massa nella quale si chiede appunto di rimuovere o oscurare i manifesti considerati "abusivi". La polemica però non si placa qui perché il diretto interessato ha qualcosa da dire. E rivendica che quanto fatto non è stato un suo errore, ma colpa di un ritardo.

Il presidente del consiglio Stefano Benedetti replica: «I nostri manifesti sono regolari».

Contattato da Il Tirreno, spiega: «Non è colpa nostra se la Regione ha tardato a comunicare i numeri degli spazi in cui attaccare i manifesti. È nostro diritto fare propaganda. Ci tengo a precisare che i manifesti non sono abusivi, al massimo sono stati attaccati fuori dagli spazi consentiti. Oggi ci è stato comunicato il numero della plancia che potremo occupare. Ma questi manifesti, così come quelli con su scritto BarbaGiani, sono stati regolarmente pagati».

I manifesti in città sono ancora visibili, la delibera è stata fatta giovedì ma non è ancora stata pubblicata sull’albo pretorio e dunque non è ancora valida. —



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