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Sorelline uccise, l'ambientalista: «La pianta era marcia dentro e in condizioni di debolezza»
Il presidente di Italia Nostra sostiene che la capitozzatura avrebbe compromesso la salute del pioppo caduto sulla tenda
MASSA. Sulle condizioni del pioppo che ha ucciso con la sua caduta Malak e Jannat Lassiri interviene anche il presidente dell’associazione ambientalista Italia Nostra - sezione di Massa-Carrara - Bruno Gianpaoli. Che parla di una pianta «secca e già marcia all’interno». Una riflessione che altri in queste ore sui media hanno fatto.
«Il problema - scrive Gianpaoli - è stato evidenziato dalla pianta stessa che risulta marcia all'interno e capitozzata».
La capitozzatura, definita anche taglio a capitozzo, è una tecnica di potatura che consiste nel taglio dei rami sopra il punto di intersezione con il tronco o altro ramo principale, in modo che rimanga solo quest'ultimo o una parte della chioma, dopo una rimozione molto ampia, dal 50 al 100%.
Gianpaoli prova un’analisi tecnica: «Sostanzialmente era in condizioni di debolezza come risulta lo strocamento al colletto, ma forse la malattia e conseguente fragilità non era evidente all'esterno».
Cosa che, se fosse provata, potrebbe anche avere un peso nell’individuazione delle eventuali responsabilità nella vicenda del camping Verde Mare. «Che la fragilità non sia evidente all’esterno è una cosa che succede spesso. Per questo c'è un'inchiesta in corso e saranno i tecnici a stabilire se il pioppo fosse da abbattere oppure no».
È quella che da oggi in poi sarà forse una sorta di “guerra dei periti”. Uno nominato dalla procura e uno dai due indagati nell’inchiesta. Prima bisognerà stabilire lo stato della pianta, con analisi empiriche. Contestualmente a questo passaggio bisognerà vedere se la manutenzione del pioppo fosse stata fatta come da prescrizioni. E se sì, occorrerà anche stabilire se gli interventi effettuati siano stati eseguiti correttamente. —
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