Il Tirreno

il giorno dopo al campeggio 

Persiani: «Niente giudizi affrettati» E spuntano i “turisti” del macabro

Ivan Zambelli
Persiani: «Niente giudizi affrettati» E spuntano i “turisti” del macabro

Il sindaco di Massa, anche ieri al camping: «Ogni volta che c’è allerta arancione io non dormo la notte»

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massa

Al Verde Mare, il camping, dove hanno trovato la morte le due piccole turiste torinesi domenica, ieri è stata una giornata di visite. Non soltanto ufficiali. I primi a presentarsi sono stati i vigili del fuoco dell’ufficio di polizia giudiziaria della Procura di Massa, che nella mattinata hanno consegnato al titolare dei documenti ed effettuato dei sopralluoghi.

Il loro lavoro era di completare le formalità dal punto di vista giudiziario, scattando qualche foto dei luoghi il giorno dopo la tragedia.

Non escludono ulteriori accertamenti anche per le potature del pomeriggio precedente. Nelle ore a seguire ritornano più volte i carabinieri, ma anche in questo caso si tratta di un formalismo, come ci spiega un militare: «Dentro al campeggio c’è un perimetro circondato dove dovranno essere condotte delle indagini, è nostro preciso compito monitorare che la scena non venga inquinata o violata».

Nel pomeriggio arriva anche il sindaco di Massa Francesco Persiani, invitato da una troupe televisiva per una diretta. Oltre a ribadire fatti già noti, il primo cittadino di Massa invita tutti a non lanciarsi in giudizi affrettati o in dietrologie spicciole, ma a ragionare su quanto accaduto, rispettando il regolare decorso delle indagini aperte dalla Magistratura: «In questa brutta vicenda che vede coinvolte due bambine devono essere ancora condotte le verifiche, che prevedono anche perizie di agronomi - ha detto Persiani - nessuno ha gli elementi per esprimere un parere. Quello che mi sento di dire è che bisogna fermarsi un attimo e ragionare sulle tante variabili che rendono la vicenda una tragica fatalità: la caduta di un albero in quel momento, sull’unica tenda presente, in un campeggio di qualche ettaro. Usiamo il buonsenso e rispettiamo le indagini».

Il sindaco insiste sulla drammaticità del dramma che si è consumato alla Partaccia domenica mattina, intorno alle 7,30: «Qualche anno fa a Forte dei Marmi cascarono diversi pini e non si fece male nessuno; questa volta è caduto un solo pioppo ed ha fatto due vittime. Bastavano dieci centimetri e la tragedia non si verificava».

Proprio per questi motivi, il primo cittadino afferma di vivere con apprensione quando scattano le allerte meteo, in particolar modo quando il codice diramato è arancione, come due giorni fa: «Quando c’è un’allerta arancione io non dormo la notte, perché se dovesse succedere qualcosa la responsabilità sarebbe del sottoscritto. Però non posso mettermi a controllare tutte le volte ogni albero, ogni palo sulla strada. Sono quelle responsabilità dove il senso di colpa è peggio del dolo».

Come spesso capita in occasione di fatti inconsueti e dolorosi, non potevano mancare i soliti curiosi che, attirati forse dalle telecamere, dalle confuse notizie o da una perversa ricerca del macabro, sono andati e venuti per tutta la giornata al campeggio Verde Mare. Passavano in automobile, chi in moto o in bici, qualche sguardo buttato dentro e via. Non se ne conoscono i motivi.

Una coppia di anziani a bordo di un suv ha fatto un paio di inversioni di marcia prima di decidere di fermarsi. Dall’auto è scesa la consorte, che si è avvicinata ad una rete, dalla quale si vedeva un generico spiazzo verde. Fatta la foto, è tornata in macchina. Poco importa se il luogo della tragedia è a qualche centinaio di metri più avanti, lontano da occhi indiscreti.

Una ragazza è passata in bicicletta per ben quattro volte davanti al cancello, che ad un certo punto, visto l’insolito traffico, è stato chiuso per tutelare la privacy dei villeggianti. Solo le forti piogge hanno interrotto queste visite irrispettose e senza senso. —

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