Il Tirreno

«Col taglio il risparmio sarà di un caffé per uno»

camilla palagi
«Col taglio il risparmio sarà di un caffé per uno»

Ieri mattina inaugurato a sede in piazzale dei Partigiani E c’è anche il gruppo NOstra: «Ci propinano la fregatura» 

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massa

L'Anpi di Massa-Carrara si organizza in vista del referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sul numero dei parlamentari e costituisce il comitato provinciale che sostiene il No. Ieri mattina, alla mostra permanente della Resistenza di piazzale dei Partigiani, il vicepresidente dell'Anpi di Massa Nino Ianni e il presidente della sezione di Carrara, Nando Sanguinetti, hanno incontrato cittadini e referenti del mondo dell'associazionismo per iniziare la campagna contraria al referendum che in provincia verrà coordinata da Riccardo Bellè.

Il loro No si contrappone alla proposta di riduzione - cavallo di battaglia della lotta alla casta del Movimento Cinque Stelle - dei deputati, che dagli attuali 630 passerebbero, con il Sì, a 400, e a quella dei senatori, che da 315 verrebbero portati a 200. In percentuale significherebbe un taglio del 36,5 per cento dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: 345 politici in meno.

Un taglio che secondo l'Anpi comporterebbe una crescita negativa in termini di «distanza dei parlamentari dai problemi dei cittadini e dei territori».

Le ragioni del No sono state scritte in un vademecum nel quale, tra le altre cose, si solleva la questione dei costi della politica: «La riduzione dei costi può essere ottenuta attraverso la modifica della legge ordinaria n° 1261 del 1965 che stabilisce l’indennità dei parlamentari. Il risparmio di questa riforma, a conti fatti, equivale ad un cappuccino all’anno per ogni cittadino». Altro comitato che sostiene il No è "NOstra!: «Come NOstra! comitato di Massa Carrara siamo stati costretti dal lockdown prima e dalle attuali limitazioni anti-covid poi a rinunciare ad una visibilità in presenza ma non abbiamo mai smesso di informare off e online sulle ragioni del No. I promotori del SÌ, in sordina, ma con una vera e propria “manovra di palazzo” stavano tentando di servirci una gigantesca “fregatura”. Quella che spaccia come una grande battaglia di civiltà, l’irrilevante risparmio che deriverebbe dal “taglio” del numero dei parlamentari Un risparmio che equivale ad un caffè per ogni italiano all’anno. Lo 0,007% della spesa pubblica nazionale …praticamente nulla. Mentre, invece, non si toccano gli interessi dei “professionisti della politica”. Non si riducono gli stipendi dei parlamentari ne i loro tanti privilegi. Quelli che dalle auto blu vanno ai rimborsi spesa, ai costi di portaborse e funzionari passando dai vitalizi». —

camilla palagi

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