Il Tirreno

Arte

L’opera di Josephine: un meteorite sul cuscino

Francesca Vatteroni
L’opera di Josephine: un meteorite sul cuscino

La 25enne artista vuole rappresentare un suo sogno con il marmo, lavora alla Cooperativa Scultori di Carrara

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La moda che veste il marmo o forse il marmo che traduce la moda? Prova a spiegarcelo una giovane stilista e scultrice arrivata a Carrara per realizzare un suo sogno. Un sogno che prende le forme di una pietra lavica nera adagiata sul bianco soffice del marmo statuario, per rappresentare un meteorite adagiato su un cuscino: un’ opera originale destinata ad accogliere i turisti al prestigioso albergo Goya di Forte dei Marmi.

La Cooperativa Scultori di Carrara continua così a fare scuola e a coltivare talenti e risorse artistiche oltreché a creare statue e opere. Questa volta si tratta di una scultrice giovanissima di 25 anni e appena “iniziata” alla scultura ma già fortemente determinata. Lei si chiama Josephine Sequino, è per metà partenopea e per metà messicana, per metà scultrice e per metà stilista di moda: ma in realtà è cosmopolita e artista a 360 gradi. Abita a Firenze dove studia al Polimoda ma ha già una triennale all’Accademia Rufa di Roma, durante il cui percorso, in occasione di un workshop, ha scoperto il marmo e ne è rimasta folgorata.

«Le mie prime opere in marmo sono state tutte legate alla moda, la primissima è stato un mantello. Del resto la mia scultura di riferimento è il Cristo Velato, dà un’emozione pazzesca, vorrei riuscire a trasmettere quell’emozione», confessa prima di spiegare com’è nato il suo cuscino in marmo e cosa rappresenta. Josephine arriva in treno ogni giorno da Firenze per raggiungere gli studi della Cooperativa. Ma ha un altro legame con Carrara: il suo insegnante di Estetica al Rufa è il professor Simongini, amato insegnante dell’Accademia, ed è lui che le ha fornito gli strumenti per interpretare il sogno che sta realizzando in marmo. «Ho sognato che ero in camera mia quando a un certo punto è caduto un meteorite che ha colpito il mio cuscino: grazie al professor Simongini ho scoperto un lato della mente umana che sto cercando di tradurre in marmo. Il cuscino rappresenta il porto sicuro, un qualcosa che ti protegge, la realtà che crediamo esista, perfetta, in cui l’essere umano crede di vivere, mentre la parte lavica è la parte nascosta in ognuno di noi e che abbiamo paura di tirare fuori, sono le nostre paure, l’inconscio. Cos’è più reale?». La giovane artista, che ha vissuto tra Messico, Canada e Italia, dimostra una grande maturità e chiarezza: «L’umiltà è la prima cosa, ma bisogna essere determinati, e io voglio essere un’artista completa». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa