Il Tirreno

giuliano, da 30 anni addetto alla sicurezza 

«Ora bevono, noi pensavamo a conquistare le ragazze»

Francesca Vatteroni
«Ora bevono, noi pensavamo a conquistare le ragazze»

2 MINUTI DI LETTURA





carrara

Tra le voci ascoltate in questi giorni c'è anche quella di chi di sicurezza tra i ragazzi nelle discoteche e nei locali, si occupa da una vita. Giuliano Zeni, da ormai 34 anni, si occupa di sicurezza nei locali notturni e attualmente lavora in un locale marinello molto frequentato, il Bar Lume, dove si beve, si ascolta musica e che, un pochino più decentrato, è rimasto lontano dagli echi della movida selvaggia. Complice anche una politica responsabile, come ci spiega Giuliano: «L’altra sera stavo lavorando e ci arrivavano notizie di una rissa in Caravella. Poi abbiamo visto le luci blu e pensavamo alla solita ambulanza che andava a raccogliere qualcuno in coma etilico e invece poi è arrivata la notizia degli scontri con la polizia. Allora ci siamo detti: prepariamoci perché questa orda di ragazzini arriverà anche qua e se arrivano 40/50 ragazzi, potrebbero dare fastidio ai nostri. Comunque da noi non è successo niente - ha raccontato Giuliano che poi ha aggiunto una riflessione - oggi i ragazzi fanno casino, non sono uno psicologo, ma probabilmente mancano punti di riferimento come la famiglia: non c’è rispetto, educazione verso gli altri, figuriamoci verso le Forze dell’Ordine, sentono quasi l’obbligo di offendere le autorità. Non era la prima volta che succedeva, ma forse siamo arrivati al culmine. Si divertono bevendo e drogandosi ma non è sempre stato così: io ho 56 anni e quando uscivo con i miei amici avevamo un solo pensiero: la donna. Per cui ci si pettinava bene, ben vestiti, ben profumati e magari ci facevamo anche un paio di bevute perché se dovevi approcciarti con una ragazza di Parma o Firenze non potevi presentarti in condizioni pietose. E i locali è giusto che vendano alcolici ma devono farlo in modo adeguato. La situazione tra i ragazzi purtroppo è peggiorata, soprattutto negli ultimi dieci anni in modo esponenziale- ha concluso infine- io che lavoro nella sicurezza lo vedo: mancano punti di riferimento, famiglia, scuola, istituzioni devono fare la loro parte, perché in assenza di riferimenti questi ragazzi si sfogano nell’alcol». —


Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa