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Imm, salta ancora il vertice. Ciuoffo: «Dialogo va avanti»

luca barbieri
Imm, salta ancora il vertice. Ciuoffo: «Dialogo va avanti»

La giunta regionale rinvia di nuovo la discussione in merito «Si farà entro metà settembre». Attacco dei sindacati

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Un'altra “fumata grigia” per Imm-CarraraFiere. L’azienda partecipata ieri non è finita sul tavolo della giunta regionale, come speravano le sigle sindacali e i lavoratori (27 in tutto). È il secondo incontro saltato, dopo quello del 20 agosto. L'assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, tuttavia, rassicura su tempistiche e impegni da parte di Firenze: «Vogliamo trovare una soluzione, nel segno della continuità e della sostenibilità. Stiamo portando avanti un dialogo con il Comune di Carrara e le modalità sono quelle già annunciate, a partire dalla nomina di un amministratore unico. Il nostro impegno rimane immutato. Contiamo di discuterne il prima possibile, prima dell'assemblea dei soci (prevista a metà settembre, nda)», dice Ciuoffo.

Dopo il pronunciamento della Corte dei Conti di fine luglio – su Imm, ma anche sulle altre partecipate toscane – erano seguiti un paio di vertici nei quali il governatore uscente della Toscana Enrico Rossi aveva rassicurato sull'impegno economico – da mettere a punto il format del finanziamento – da parte della Regione per scongiurare lo spettro della liquidazione della società. Nei giorni scorsi, inoltre, era arrivata anche l'apertura da piazza Due Giugno sulla nomina dell'amministratore unico, in caso di impegno economico fiorentino. Nel frattempo Filcams, Fisascat e Uiltucs nelle scorse ore, alla vigilia della giunta, erano tornati sulla vicenda mettendo “nel mirino” la prossima fiera del marmo, tra gli altri nodi. «In un momento di profonda crisi economica per la Imm conseguente anche, ma non solo, alla pandemia Covid 19 - scrivono le sigle sindacali - registriamo con notevole sorpresa la reiterata volontà della Imm stessa di realizzare l’evento “Marmo 2020”, ovvero una sorta di mini fiera caratterizzata da eventi per le imprese, sia in presenza che online, per un totale di “130 iscritti alla piattaforma digitale accuratamente selezionati in paesi target”, oltre che da una “attività in presenza con stand fisici allestiti presso i padiglioni del centro espositivo di Carrara”, alla quale avrebbero aderito fra gli altri “i “big” del settore”. Come noto, stiamo parlando di una società a maggioranza pubblica per la quale Regione Toscana e Comune di Carrara stanno da tempo cercando di trovare una soluzione economica e gestionale che ne scongiuri il fallimento», sottolineano.

Perplessità e dubbi espressi dai sindacato sull’evento dal 2017 in abbinamento alla “fiera diffusa” White Carrara Downtown. «Tutto normale - si chiedono - considerando che le ultime edizioni dell'evento così concepito hanno raccolto risultati sempre peggiori? A fronte di questo la gran parte dei dipendenti, nell’attesa di conoscere la propria sorte lavorativa, pone, semplicemente, queste domande: Che significa esattamente che l’evento “si deve fare” come ripete la direzione, quando il buonsenso consiglierebbe di fermarsi evitando così ulteriori costi alla società che è sull’orlo del fallimento? Possiamo sapere quali sono i “big” e le altre aziende aderenti? E possiamo sapere perché, mentre la gran parte di noi è in cassa integrazione, si continua a ricorrere a consulenti esterni? Forse perché questi si limitano a obbedire alle istruzioni, poco interessati al risultato finale, mentre i commerciali della ex-Marmotec insistono a contestare le scelte che hanno portato alla disastrosa situazione attuale? Ricordiamo in proposito che l’edizione 2016 di Carrara Marmotec l’ultima realizzata “alla vecchia maniera” e recentemente definita “decotta” - proseguono - registrò un più 200 mila euro di margine operativo. Ogni altro commento è superfluo. Ammesso che si riesca a fare qualcosa, come non comprendere che questo minimo “qualcosa” sarà la pietra tombale di ogni futura credibilità e quindi possibilità di riportare una valida fiera del lapideo a Carrara?».

Chiude la nota congiunta delle organizzazioni sindacali: «Come mai il bilancio di Imm a oggi non si conosce? Cosa prevede il piano di risanamento? Il Comune e la Regione sono a conoscenza dei progetti di lavoro per il futuro? E Comune e Regione sono a conoscenza dei debiti nei confronti dei fornitori?», sono le altre domande messe sul tavolo. —


 

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