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Flash-mob sotto al palazzo per tornare in consiglio

camilla palagi
Flash-mob sotto al palazzo per tornare in consiglio

Organizzato dai movimenti giovanili di sinistra, partecipa tutta la minoranza Sirgiovanni: «Ora è giusto tornare a parlare nel luogo del confronto in città»

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massa

Dallo sciopero “virtuale” l'opposizione passa allo sciopero reale. Dopo settimane di azioni simboliche, come il tentativo di occupare la sala consiliare, e di comunicati stampa, ieri mattina i consiglieri comunali di minoranza sono scesi in piazza per aderire al flash mob organizzato da Movimento giovanile della sinistra, Giovani Democratici, Movimento Cinque Stelle e Left laboratorio politico. L'obiettivo è ancora quello di convincere l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Persiani a tornare a svolgere i consigli comunali a palazzo civico, in presenza, ognuno dal proprio banco, in quell'aula 10 aprile che – affermano i consiglieri – verrebbe colmata per tante iniziative ma non per quelle per cui è stata pensata e costruita.

Gli organizzatori della protesta, con tanto di striscione alla mano ("consiglio in presenza una priorità, Persiani scappa dalla città"), spiegano il perché del flash mob: «Riteniamo che il consiglio comunale in via telematica – dice Andrea Sirgiovanni del Mgs - sia stata una soluzione giusta per i mesi di lockdown ma ora è necessario tornare a comunicare in maniera chiara nel luogo del confronto». A sostenere la loro protesta tutta l'opposizione. Tra i consiglieri presenti alla manifestazione, c'è chi come Agostino Incoronato della lista Uniti per la città solleva il tema dei problemi tecnici che si verificano nelle sedute telematica: «Lo streaming non va bene. I contatti si interrompono, va via il collegamento. È nell'interesse della democrazia tornare a svolgere i consigli in aula». E di democrazia parla anche la consigliera comunale Dina Dell'Ertole di Alternativa Civica: «La democrazia è sospesa a Massa», e la consigliera del Movimento Cinque Stelle, Luana Mencarelli, secondo la quale, il confronto, via streaming, sarebbe più “facile”: «è più facile discutere dietro uno schermo come dei leoni della tastiera - afferma la pentastellata - Se dici qualcosa che non aggrada ti viene tolta la parola. È un sistema che facilita la riduzione della democrazia». Secondo il consigliere Gabriele Carioli del Partito Democratico la scelta di continuare a svolgere online le sedute sarebbe una presa in giro: «E noi siamo stufi. Utilizzano la sala a loro piacimento. O c'è chiarezza o saremo costretti a valutare delle nuove azioni perché questo non è il modo di gestire l'attività pubblica». Anche il consigliere Uilian Berti (Mdp) parla di “presa in giro”: «La sala viene utilizzata per tutti gli scopi tranne che per quello del confronto consiliare. Questa è assenza di rispetto delle istituzioni democratiche e paura del confronto».

E se proprio la modalità virtuale dovrà restare, per Elena Mosti (Volpi Sindaco) «l'amministrazione dovrebbe valutare la possibilità di tornare in aula almeno per affrontare i temi più importanti per lo sviluppo della città». A partecipare all'evento anche l'ex assessora alla cultura, Eleonora Lama, oggi militante di Italia Viva, uscita dal retro del palazzo, per cause indipendenti dalla sua volontà, nel giro di 48 ore ma non proprio intenzionata a restare in silenzio: «Credo che i cittadini di Massa quando hanno votato per un cambiamento non volessero un cambiamento in peggio, in termini di rappresentatività, ma in meglio».

camilla palagi

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