Attenzione
Domani l’addio a Sherif Ashaya
Dopo l’espianto degli organi, la salma dell’operaio padre di due figlie, morto in moto, arriverà oggi all’obitorio
Carrara
Dolore e cordoglio ha provocato la morte dell’operaio specializzato saldatore di 46 anni, padre di due bambine di 14 e 8 anni, Sherif Ashaya. Un tragico incidente, una frenata per evitare di urtare altre moto sulla pista di San Martino sul Lago, nel Cremonese, e dopo un giorno di agonia in ospedale è deceduto. Originario dell’Egitto, come scritto sul Tirreno di ieri, era però arrivato a Carrara da ragazzino ed era perfettamente integrato. «Viveva per la famiglia, per le sue due bambine - racconta l’amico Stefano Mosti, collega di lavoro nella Ram, società appaltatrice del Pignone, in attività allo yard del Pignone - anche l’altro giorno abbiamo fatto la pausa pranzo insieme, era venerdì, e mi raccontava che il giorno dopo sarebbe andato con alcuni amici a correre in pista con la moto. Temeva che sarebbe piovuto, perché con la pioggia non sarebbe andato... Magari ci fosse stato un nubifragio... sarebbe rimasto a casa. Davvero una tragedia immensa, parlava sempre della sua famiglia, delle sue bambine. Non ci si riesce a capacitarsi: era una persona buona, sempre sorridente, un ottimo collega e amico».
In tutto erano cinque gli amici partiti da Carrara, da Massa e dai dintorni per andare a correre con la sua moto Honda 600 lungo il Cremona Circuit Angelo Bergamonti; era arrivato il giorno prima, sabato. L’incidente è avvenuto poco dopo le 10 di domenica mattina. «Aveva già fatto tre o quattro giri di pista senza problemi», ha raccontato ai Alessandro Canevarolo, amministratore unico del circuito di San Martino del Lago. «Era appena partito dal via e dopo circa 300 metri del rettilineo di partenza, prima di affrontare la curva a sinistra, si è reso conto di essere troppo vicino a chi lo precedeva ed ha frenato, un po’ troppo forte, cosicché si è capottato in avanti e ha sbattuto il viso per terra. Non stava andando ad una velocità elevata proprio perché era appena partito».
Un incidente che è stato fatale. Dopo la morte cerebrale, all’ospedale di Cremona dove era stato portato in codice rosso, è stata avviata la procedura per la donazione degli organi, a cui ha acconsentito la moglie Monica Bordigoni, seguendo le volontà già espresse in vita dal marito. In tanti si sono stretti attorno al dolore immenso della moglie e delle figlie, molti i messaggi di cordoglio anche sui social. Qualcuno sta pensando anche ad un aiuto materiale, perché c’è anche questo nella tragedia a cui pensare. In modo discreto, colleghi e amici cercheranno di dare una mano. Dopo aver abitato ad Avenza, da qualche tempo la famiglia di Sherif si era trasferita a vivere in una casa sull’Aurelia a Nazzano.
La salma arriverà oggi all’obitorio di Nazzano, presumibilmente intorno alle 16; l’espianto è stato effettuato ieri mattina, poi c’era da attendere il nulla-osta al trasferimento della salma. Anche se non risultano responsabilità di altri nell’incidente, si tratta comunque di un evento mortale per cui sono stati necessari accertamenti.
I funerali si terranno invece domani, giovedì, alle 17 alla chiesa parrocchiale di San Pietro ad Avenza.
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