Il Tirreno

«Questo di Avenza è il ponte del diavolo». Barricate dei cittadini contro i lavori

Alessandra Poggi
Nelle foto la protesta per il ponte di Avenza
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Nelle foto la protesta per il ponte di Avenza

Protesta su via Menconi: «Per risolvere i problemi basta pulire l’argine del Carrione». Previsto incontro in Comune a Carrara

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Avenza. Flash mob del Comitato di vigilanza sul ponte di via Menconi, quello interessato dal progetto di messa in sicurezza idraulica della Regione e che prevede la demolizione e successiva ricostruzione del ponte. Ieri alle 9,40 circa una ventina di persone hanno sfilato sul ponte per circa una cinquantina di minuti con cartelli di protesta scritti a mano, con slogan del tipo: "si sta costruendo il ponte del diavolo", "stiamo aspettando il nostro sindaco", "il nuovo ponte è omologato per i disabili?", "i cittadini e i commercianti ringraziano".

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Ci sono stati anche attimi di tensione quando un manifestante ha involontariamente urtato un auto di passaggio facendo infuriare il guidatore, che è sceso urlando. L'uomo è stato subito ripreso dagli agenti della polizia, presenti alla manifestazione per sicurezza, e dopo averlo fatto accostare lo hanno tranquillizzato. Intanto il comitato per le 17 di oggi si incontrerà con gli amministratori a palazzo civico, portandosi dietro i cartelli usati per il flash mob. La piccola protesta è stata organizzata per continuare a tenere alta la questione sulle pendenze che avrà il nuovo ponte, giudicate dal comitato «inadeguate per la popolazione».

A manifestare tra i tanti c'erano Renzo Cantarelli (anima del Comitato), Claudio Poletti (Comitato e Pro Loco), Giuliano Torre dell'omonima pasticceria, lo storico Pietro Di Pierro, Gianfranco Rosini e la madre Alida della tappezzeria Rosini, Rosa Cambria della commissione disabilità del Comune, che ha detto: «Forse domani dovremo andare dal sindaco usando fumogeni e violenza come hanno fatto gli ultras. Per questo atto il sindaco dovrebbe dimettersi. Si rende conto del messaggio che ha dato e fatto passare?». Tra i manifestanti c'era anche Luigi Cecchinelli, lui ad Avenza ci abita da oltre cinquant'anni e non ha dubbi: «Il ponte non serve - dice - per risolvere il problema basta pulire l'argine e riportarlo alle misure originali. Il problema del Carrione, a differenza di altri torrenti, è che si riempie di quello che viene escavato al monte. L'alveo non è mai stato così alto. Hai voglia di rifare il ponte, se non si pulisce l'alveo le esondazioni ci saranno sempre. Mi auguro che almeno questa sia la volta definitiva».

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E poi c'è la questione dell'inizio lavori: «Questo è un cantiere fantasma - dice Renzo Cantarelli - non si vede mai nessuno. Ci auguriamo che nell'incontro di domani (oggi, ndr) ci diano dei tempi tecnici certi. I tecnici e la Regione ci hanno dato ragione a proposito delle criticità che abbiamo sollevato, ma i lavori li fanno ugualmente. C'è anche il problema che salendo la strada si andrà ad eliminare un marciapiede, e quei disabili che per esempio vengono da me per attraversare il ponte dovranno tornare indietro». Insomma, ha detto Poletti, «serve una deroga perché con questo progetto creano diversi problemi, anche alla circolazione. Eliminando un marciapiede e realizzandone uno da un metro e cinquanta creano un problema ai pedoni. Mettono un semaforo? Perché se passa una mamma con un passeggino chi va nel senso contrario non passa. Via Luni sarà ancora a doppio senso? Il progetto è stato sbagliato già la prima volta».

Contemporaneamente alla chiusura veicolare e pedonale del ponte dovrebbe aprire la passerella pedonale sul torrente Carrione. —

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