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Centro accoglienza, spariti alcuni ospiti in quarantena Oggi residenti riuniti
Molte chiamate alle forze dell’ordine per allontanamenti L’Asl: «Nel locale è in corso un controllo sulle regole»
massa
Sono tante le chiamate che ogni giorno dal centro d’accoglienza di via Stradella arrivano alle forze dell’ordine per segnalare l’uscita, violando l’isolamento fiduciario, di alcuni ospiti. Domenica sera in quattro sono andati via senza ripresentarsi nemmeno a sera e altri si sono allontanati ieri, rientrando. C’è insofferenza in parte di loro nel rispetto della quarantena dopo la scoperta dei 7 casi positivi dentro al centro, che ha costretto gli altri 33 negativi a rimanere dentro casa. «Noi facciamo quel che è possibile - spiega il presidente, Enrico Benassi della coop Opera Auxilim Fratrum che gestisce il luogo - ma non possiamo bloccare fisicamente nessuno. L’ideale sarebbe una pattuglia tutto il giorno qui davanti, ma non credo sia all’ordine del giorno».
La situazione si era parzialmente risolta con il trasferimento dei casi positivi al reparto cure intermedie Covid del vecchio ospedale di Massa. Provvedimento voluto dalla Prefettura e sollecitato anche da residenti e ospiti del centro.
Stando però ai racconti di prima mano raccolti da residenti e a sentire le parole dello stesso Benassi, la quarantena spesso non viene rispettata. «Vanno via presto, alle sei di mattina. Così che nessuno li vede mentre escono. Poi di sera, verso le 21.30, sono tutti fuori per strada. C’è parecchio movimento. Io non me la prendo con loro, ce l’ho con i sorveglianti. Cosa sono pagati a fare?», si lamenta Mario Ciriegia, residente del posto.
Benassi puntualizza: «La situazione è migliorata dopo il trasferimento dei positivi. Purtroppo l’insofferenza verso l’isolamento esiste e vorrei dire che non si tratta soltanto di questi ragazzi. Noi cerchiamo di spiegare loro perché non devono andare via, ma gli strumenti che abbiamo sono limitati».
Rimane un nodo in questa vicenda. Dalle autorità competenti non è arrivata una risposta alla domanda: da dove viene il contagio? L’unico dato certo, finora, è che sia il primo contagiato scoperto dall’Asl che un’operatrice del centro lavoravano in un locale notturno a Marina di Massa.
A puntare i fari su questo è la consigliera comunale di minoranza Elena Mosti in un’interrogazione al sindaco Francesco Persiani, dove chiede che «provveda ad avere chiarimenti dettagliati dell'accaduto dalla dirigenza sanitaria, nel caso asl lo avesse già fatto, fornisca puntuali chiarimenti in adempimento agli obblighi che riveste in qualità massima autorità sanitaria per la salute pubblica». A Mosti indirettamente risponde l’Asl, specificando che nel locale «come consuetudine, sono stati eseguiti tutti i controlli previsti in base all’indagine epidemiologica ed alle dichiarazioni rese da tutte le persone coinvolte. È in corso un controllo della struttura di Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro ma è bene sottolineare che la Asl non può disporre chiusure, semmai le può proporre al sindaco di quel territorio, naturalmente esclusivamente per le questioni di propria competenza, che sono limitate alle violazioni igienico-sanitarie».
Riflette su un quadro più largo invece Riccardo Bardoni, candidato consigliere regionale di Toscana a Sinistra. «Ci sono aspetti da chiarire sulle vicende del Centro di Via Stradella: la gestione degli ospiti, i ruoli degli operatori e delle operatrici e l'atteggiamento della Prefettura che si limita solo a spostare i casi positivi di Covid-19 senza spiegare alla cittadinanza dove si sono contagiati gli ospiti. Chiediamo che il personale impiegato sia idoneo ed adeguato dal punto di vista delle competenze professionali, che vengano rispettati i ruoli professionali e gli incarichi, che siano fatte delle formazioni mirato e che ci siano monitoraggi in itinere. Ma non dimentichiamo la genesi di questa situazione. La politica della Lega in tema di accoglienza dei migranti è stata quella di chiudere gli Sprar e puntare tutto sui Cas di grandi dimensioni (come quello in questione,ndr). —
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