Sicurezza
«Per una visita oculistica occorre aspettare un anno»
carrara
«Dopo la “visita elettorale” del governatore Rossi negli ex ospedali di Carrara e Massa durante la quale tra interviste e tagli di nastro prometteva risorse multimilionarie, siamo tornati drammaticamente alla cruda realtà della terra apuana, martoriata oltre che dal Covid da una ventennale gestione fallimentare della sanità targata Rossi». Così parte l’atto d’accusa del “Comitato primo soccorso e urgenza” ai vertici della Regione.
Tanti i problemi, tra i quali ne svetta uno:«Le conseguenze sono terribilmente evidenti: chiusura degli ospedali, riduzione dei posti letto, accorpamento e chiusura di interi reparti, riduzione da 12 a 3 delle Usl. Tra tutte le criticità però una evidenza drammatica ce l’hanno le liste d’attesa intasate. Il che si traduce in un continuo massiccio ricorso alle strutture private convenzionate con i pazienti costretti a spendervi centinaia di euro per fare esami. In alternativa Asl prospetterebbe le visite in date improponibili e/o in località ad oltre 50 km di distanza. Un esempio. L’oculistica, fiore all’occhiello della sanità apuana e vanto di eccellenza per il Monoblocco di Carrara, è in evidente affanno. Una semplice visita oculistica oggi viene prenotata al 31 luglio 20121. Da sottolineare anche il fatto che al Monoblocco non vengono più svolti tutti gli interventi di chirurgia refrattiva corneale mediante l’utilizzo del laser a eccimeri. Attualmente tutti i medici oculisti della nostra provincia sono costretti a dirottare i loro pazienti alla Clinica Oculistica Universitaria di Pisa o alla Clinica Privata San Rossore di Pisa poiché anche la Casa di Cura San Camillo di Forte dei Marmi, nel regime di riorganizzazione della struttura, recentemente ceduta dai padri camilliani alla società piacentina Santa Chiara srl, già titolare della clinica “Barbantini” di Viareggio, ha eliminato questo tipo di servizio».
Il Comitato richiama alle responsabilità storiche: «Eppure i vertici di Asl oltre cinque anni fa garantirono pubblicamente che “a breve” il servizio sarebbe tornato a Carrara. Ad oggi nulla pare cambiato. Di tutta una serie di gravi inefficienze abbiamo chiesto le motivazioni ai vertici AsL. Da parte della direttrice Casani mai una risposta. A questo punto ancora una volta ci rivolgiamo al Sindaco di Carrara che, in qualità di primo responsabile della Salute pubblica ha il diritto e dovere di essere informato e di informare».
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