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La denuncia all'ospedale di Fivizzano: «Paziente grave, ma c’è soltanto un anestesista»

Marco Landini
La denuncia all'ospedale di Fivizzano: «Paziente grave, ma c’è soltanto un anestesista»

Il comitato dirito alla salute: il medico di turno ha dovuto lasciare la sala operatoria rinviare gli interventi, stabilizzare e intubare il malato e accompagnarlo al Noa

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FIVIZZANO. Un anestesista in servizio. Un paziente che ha necessità di essere stabilizzato, intubato e accompagnato al Noa. E lo stesso medico anestesista che sarebbe stato costretto ad allontanarsi dalla sala operatoria per occuparsi dell’urgenza, sospendendo le sedute e rinviando gli interventi.

Questi i fatti raccontati, con franto di duro atto di accusa, dal comitato in difesa del diritto alla salute Lunigiana.

Il Comitato, in una nota, denuncia «un episodio scandaloso, al limite di un esposto alla magistratura» riguardo «chi continua a negare all’ospedale di Fivizzano, nonostante le continue denunce del nostro Comitato, la presenza di due anestesisti la mattina, durante l’arco della settimana e nei giorni di attività di sala operatoria».

E di seguito, nella nota dai toni molto netti del comitato, viene raccontato un episodio accaduto proprio nella struttura fivizzanese.

«Un paziente è giunto al Pronto Soccorso di Fivizzano con grave crisi respiratoria avendo la necessità di essere intubato e successivamente trasportato con autoambulanza in rianimazione, l’elicottero Pegaso non era disponibile» si legge nella nota.

Secondo il Comitato «la follia sta nel fatto che tutto è gravato sulle spalle dell’unico, ripetiamo, unico anestesista-rianimatore presente già impegnato in quel momento in sala operatoria, che ha dovuto sospendere la seduta, rinviare gli interventi e precipitarsi in Pronto Soccorso e dopo avere stabilizzato il paziente accompagnarlo all’ospedale delle Apuane».

E il comitato che difende il diritto alla salute in Lunigiana si chiede «nemmeno all’ospedale di Pontremoli era disponibile un medico anestesista per recarsi a Fivizzano per la copertura delle sale operatorie e delle eventuali urgenze della struttura? L’ospedale è rimasto per ore completamente abbandonato e privo di una protezione anestesiologica. E se fosse sopraggiunta un’altra emergenza cosa si poteva fare? »

Il Comitato ricorda che è dal 2013 che denuncia “questo atteggiamento inaccettabile della politica a tutti i livelli, dei dirigenti dell’Azienda e dei responsabili del dipartimento emergenza-urgenza”.

Nella nota-denuncia quindi il comitato non le manda a dire e sottolinea: «basta tentare di fare quadrare i conti sulla pelle dei cittadini».

E infine arriva un commento a chiosa dell’episodio stigmatizzato.

«Anche l’assessore alla Sanità nei diversi incontri avvenuti negli anni scorsi a Fivizzano prese degli impegni precisi per quanto riguarda l’emergenza-urgenza e la richiesta del nostro Comitato di un anestesista rianimatore nelle 24 ore all’interno della struttura, impegni sistematicamente disattesi».

«Siamo stanchi - si chiude la nota del Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana - dei continui proclami di rafforzamento, di queste piccole realtà ospedaliere periferiche, che svolgono un ruolo fondamentale per i cittadini di un territorio vasto e fortemente disagiato come il nostro, che mai si traducono in fatti concreti».

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M. L.

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