Gioco
Nasce il piano operativo comunale per le attività urbanistiche ed edilizie
montignoso
Riqualificazione, recupero e miglioramento della vita dei cittadini, sono queste in sintesi le parole d’ordine che hanno guidato l’amministrazione comunale di Montignoso in tutto il percorso di costruzione del Poc, il Piano Operativo Comunale che disciplina l’attività urbanistica ed edilizia di un ente locale, fino alla sua adozione presentata ieri a Villa Schiff.
«Un traguardo non facile e non scontato – ha detto il sindaco Gianni Lorenzetti accanto alla giunta e ai capigruppo di maggioranza – siamo tra i primi comuni in Toscana ad aver adottato il piano seguendo la nuova legge in materia e ottenendo il bollino verde dalla Sovraintendenza. Questo è un ulteriore punto di riferimento per il nostro Comune e un obiettivo che abbiamo raggiunto grazie al lavoro e al dialogo continuo di tutte le forze politiche di maggioranza. Il piano rispecchia perfettamente la nostra visione di “non” consumo di suolo, siamo passati da posizioni che avrebbero inserito circa 50mila metri quadri di Superficie Utile Lorda a 11mila metri quadri di Superficie Edificabile, questo significa valorizzare la riqualificazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente, ma anche attenzione alle famiglie, soprattutto in una fase in cui si possono sfruttare gli incentivi messi in campo dal Governo». Un esempio tra tutti? «Per le giovani coppie abbiamo previsto un’estensione della prima casa fino a 120 mq. Voglio ringraziare l’assessora Eleonora Petracci per l’impegno e per essere stata in grado di gestire un quadro così complesso, comprendendo le esigenze del territorio accanto al lavoro dei progettisti».
«Non un piano delle trasformazioni ma un atto che migliora la qualità di vita dei cittadini attaverso la riqualificazione del tessuto esistente e del territorio dal punto di vista urbanistico» ha spiegato Petracci. «Fare un Poc è molto complicato ed è una grande responsabilità perché si va a determinare la vita dei cittadini per i prossimi cinque anni, siamo partiti dall’analisi dell’esistente e abbiamo messo in evidenza tutte le problematiche del nostro territorio, ovvero la fragilità dell’impianto urbano e stradale, la carenza di parcheggi, di infrastrutture in alcune frazioni». Due le linee di azione, «il recupero del patrimonio edilizio esistente e la pianificazione, quindi nuova edificazione anche se contenuta, inserita là dove mancano infrastrutture, come nelle frazioni da anni interessate dal fenomeno dell’espansione, Debbia, Cervaiolo, Renella e Cinquale».
Al centro della pianificazione infatti «c’è stato un intenso lavoro di ascolto dei cittadini – continua Petracci – fatto sia come prevede la legge regionale con la partecipazione ma in realtà coltivato in questi nove anni con le ultime due amministrazioni. Per il patrimonio edilizio esistente sono previsti ampliamenti e frazionamenti, questo perché soprattutto la zona montana ha la fortuna di avere frazioni che non si spopolano, dovevamo quindi fornire una risposta sia ai cittadini che vogliono rimanere sia a tutte quelle famiglie che vogliono venire ad abitare qui, e sono in aumento. Non potendo avviare nuova edificazione a causa della fragilità di queste zone sarà invece possibile agire grazie a nuovi frazionamenti. Tutela dei centri storici anche se sarà possibile fare piccoli ampliamenti conservando ed elevando la qualità di vita dell’edificato storico, e ancora, le attività economiche sono al centro della pianificazione, abbiamo accettato tutte le manifestazioni di interesse inserendo elementi prima non presenti come la possibilità di frazionare e creare solai per il miglioramento della produzione».
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