Gioco
Gavettoni al trenino dei turisti, ferita una bambina
Da una macchina in corsa sono stati lanciati palloncini pieni d’acqua. La piccola di sei anni presa in pieno volto
MASSA. Gavettoni lanciasti da una macchina in corso al trenino dei turisti. Un palloncino pieno d’acqua ha preso in faccia una bambina di 6 anni causandole contusioni, arrossamenti e tanta, tanta paura. Immaginate di essere con la vostra piccola figlia e di star passando una bella serata; immaginate che ad un tratto questa inizi ad urlare come non mai, in preda al dolore ed alla paura; immaginate di scoprire poco dopo che un gavettone le è stato tirato addosso da una macchina in corsa. Questo è quanto successo ad una famiglia di turisti, che mercoledì sera si trovava sul tipico “trenino” azzurro che collega la Partaccia a Marina di Massa. Per rendere l'idea a chi non l'avesse presente, si tratta di un veicolo che ha la forma di un treno su gomma e che dietro porta a rimorchio dei vagoni, nei quali stanno i passeggeri.
Sopra è coperto ma ai lati no, ed è attraverso quello spazio che, orizzontalmente al terreno, sono arrivati i gavettoni. Erano le 22 e 40, e la piccola locomotiva stava andando verso Marina, quando all’altezza del residence Lilly Mare nel viale delle Pinete sono partiti dei gavettoni da una macchina nera che proveniva da direzione opposta. L’auto, a detta dei presenti, procedeva a gran velocità, e questo ha fatto sì che la forza dell’impatto fosse maggiore: non ci vuole un fisico per capire che dei gavettoni, dei semplici palloncini pieni d’acqua, possono diventare come sassate. A bordo dell’auto c’erano dei giovani. Uno di questi (non si sa ancora in quanti erano in macchina, ma almeno due) si è sporto per mezzo busto fuori dal finestrino ed ha lanciato a caso sui passeggeri almeno tre raffiche di palloncini: uno ha preso un signore sulla cinquantina; l’altro, un ventenne; il terzo, il peggiore, la bambina di 6 anni in piena faccia.
«Lì per lì non ho sentito -ci racconta la guidatrice, la responsabile locale Laura Angelotti- perché il rumore del motore copriva le voci, poi le urla dei genitori mi hanno fatto capire che qualcosa non andava, ed ho quindi accostato». Capendo subito la gravità della situazione, sono ripartiti alla volta di Marina per cercare vigili o forze dell’ordine nei paraggi, così da fare denuncia, ma inutilmente; non c’erano. «Ieri sera la bimba -continua Angelotti- non è stata portata all’ospedale, oggi non so. Resta il fatto che è un episodio grave, gravissimo: oltre al dolore conta tanto anche la paura; se un malato di cuore o un anziano dovesse subire una cosa simile rischierebbe un infarto». A rendere noto l’episodio è stato il padre della bambina attraverso un post su facebook: «La bambina urlava come non l’avevo mai vista, a bordo c’erano tante famiglie, e a fianco a me c’era mia moglie con l’altra piccola di 10 mesi in braccio, non voglio immaginare cosa sarebbe successo se avessero preso anche lei».
Non essendo riusciti a prendere il numero di targa, il padre si appella alla comunità virtuale per rintracciare i colpevoli: «Se qualcuno avesse visto l'accaduto o avesse un'attività sulla via con delle telecamere vi prego di contattarmi per sporgere denuncia». Anche perché, come si legge dai commenti sotto il post, episodi simili non sono nuovi: anche ad una ragazza, ma in bicicletta, è toccato lo stesso trattamento poco tempo fa. —
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