Il Tirreno

Il punto 

Alla cava Ruggetta A il primato seguono le cave Calocara A e B

L.B.

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Carrara

Canone di concessione e contributo d'escavazione: ecco chi paga di più (e di meno) e tutti i valori medi della produzione calcolati. I dati emergono dalla determina del dirigente Giuseppe Bruschi che sancisce valore medio, canone di concessione degli agri marmiferi e contributo d'escavazione. Con quest'ultimo, lo ricordiamo, che si attesta al 10 % del valore medio, mentre, il canone – il 5 per cento – si rapporta però anche con la percentuale di agro marmifero nella determinata cava, perché appunto i cosiddetti “beni estimati” non pagano il canone di concessione. Ma veniamo agli esempi per facilitare e tradurre i concetti (l’elenco completo lo trovate nella pagina a fianco). La cava 17, Ruggetta A della società Calacata Crestola Srl (una delle due cave in cui si trova il Calacatta prima scelta per una percentuale del 10 per cento), guida la speciale classifica del “valore medio della produzione” con 673,01 euro; un primo posto che diventa secondo, però, come somma da pagare tra canone di concessione degli agri marmiferi comunali e il contributo d'escavazione (si arriva a 85,11 euro, perché c’è anche quasi il 50 per cento di bene estimato). E così a pagare maggiormente (87,99 euro) è la cava 102 – Calocara A della società Gemignani&Vanelli srl – a fronte di un valore medio di produzione da gradino più basso del podio (634,16 euro, il bene estimato è sul 25%). Chiude il podio, per entrambe le classifiche, FB Cave srl, cava 103 Calocara B (con la 102 una dei 5 siti in cui troviamo lo Statuario prima scelta): 642 euro di prezzo medio che valgono il secondo posto che si traduce però in terzo con 71 euro come pagamenti a tonnellata (il motivo è che i beni estimati, esenti da canone di concessione, sono quasi l’80%). A incidere, come detto, sono le percentuali di agro marmifero: più aumenta, più cresce ovviamente il 5 per cento del canone; Fb Cave ha però un 21,16 per cento di agro marmifero comunale, contro il 52,92 per cento della cava 17 e il 77,49 per cento della cava numero 102. Capovolgendo poi la speciale graduatoria dei pagamenti troviamo la cava 177 Artana B (Artana marmi srl) che a fronte di 88,2 euro di valore medio di produzione, paga 9,18 euro con l'8,19 per cento di agro marmifero comunale (0,36 euro di canone); si passa alla cava 36 (Rutola A, Bardini Sandro) con 9,58 euro (quasi 91 euro di valore medio) e si chiude con la Santucci Graniti srl (cava 60, Mandria) con 11,76 euro e 117,6 euro di valore medio. Solo contributo d'escavazione per quest'ultima vista la quota di agro marmifero dello 0 per cento; così come altre 8 cave. Insomma, tre determinazioni del settore marmo nel giro di una settimana: «Voglio ricordare che questa attività, così puntuale e capillare, è stata portata avanti in parallelo ad altre azioni strategiche quali la messa a punto dei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi e la revisione del Regolamento degli Agri Marmiferi. Tutti tasselli che stanno contribuendo a riconfigurare l’intero settore lapideo, rendendolo più sostenibile ed equo», ha chiosato il sindaco Francesco De Pasquale.

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