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«Ad Avenza hanno tolto anche la nostra Lirica sotto la Torre»
avenza
«Dopo Carneval Profano e Avenza Medievale, un'altra vittima del coronavirus è stata Lirica sotto la torre alla fortezza di Avenza». Lo scrive in una nota lo storico Pietro di Pierro.
«Il progetto ebbe una genesi travagliata. Nacque nei primi anni ottanta dall' idea di due visionari: Renato De Rosa e mia. Il primo, propose, da consigliere comunale, di attrezzare a teatro gli orti sottostanti la fortezza, io pubblicai un articolo con uno schizzo un po' esagerato ma di impatto - continua - La politica non era entusiasta, tuttavia i due visionari riuscirono a convincere gli uffici tecnici, fu redatto un progetto razionale di teatro mobile, che ebbe l'approvazione della Soprintendente Piancastelli. Rimase agli atti per molti anni ma ebbe i suoi effetti. L'attenzione sul monumento produsse il restauro con fondi FIO nel 1990. Infine, quando la parrocchia presentò il progetto di trasformazione da orto a giardino, recepì l'indicazione dell'uso teatrale nel 1998. L'anno dopo la Circoscrizione 4 organizzò la prima edizione di Lirica sotto la Torre». «Un ventennio di successi senza perdere un colpo. Così Carrara, aveva il suo tempio della lirica estivo - sottolinea Di Pierro - La nostra "Arena", con successo a livello comprensoriale (oltre 600 spettatori a serata). Quest'anno i problemi di distanziamento hanno colpito anche Avenza. Si osserva comunque che il distanziamento per emergenza covid, nel parco di Casa Pellini, sarebbe stato assicurato (220 posti sperimentati con la messa all'aperto); forse un concerto lirico vi si poteva fare, magari condividendo il programma di via del Plebiscito, ma ormai sarà per il prossimo anno. Sarebbe comunque gradito, in futuro, un piccolo investimento da parte del Comune, integrando il sostegno della Fondazione Crc. Lirica sotto la Torre, non è una manifestazione strapaesana, ma è un punto di eccellenza della Città di Carrara orfana dei suoi teatri; anche il ritovato Animosi, per ospitare l'orchestra, deve ridursi a 300 posti, (e, in caso di distanziamento, pochissimi)». —
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