Sicurezza
Niente corona d’alloro La comprano i familiari
carrara
Nessuna corona di alloro per la commemorazione dei partigiani Renzo Venturini e Giorgio Dazzi, morti nella battaglia di San Terenzo Monti il 17 agosto 1944. Per l’amministrazione comunale la deposizione di corone cozzerebbe con le normative anti – contagio. Ma i famigliari non ci stanno e la comprano a loro spese.
È successo a Sorgnano, il paese d’origine dei due partigiani, e proprio il 17 agosto. In sostanza il sindaco Francesco De Pasquale è andato a Sorgnano per la commemorazione annuale, ma stavolta senza la corona di allora con il tricolore. Sbigottiti i paesani hanno chiesto spiegazioni. Ce lo racconta Fiorenzo Venturini, il nipote del partigiano Renzo: «Come ogni anno – racconta con l’amarezza di chi ha subito un torto – l’amministrazione comunale è venuta in paese per commemorare i partigiani Renzo Venturini, mio zio, e Giorgio Dazzi. A fine manifestazione non vedendo nessuna corona abbiamo chiesto al sindaco il perché. Quando mi ha detto che i motivi erano legati al Covid sono rimasto senza parole. Se si voleva fare una cerimonia in sicurezza si doveva limitare il numero di partecipanti. Cosa c’entra la corona con il coronavirus? Forse si è voluto risparmiare – prosegue il signor Fiorenzo – ma non si può risparmiare sulla memoria di chi ha dato la libertà. Assieme alla famiglia di Dazzi ne abbiamo fatta fare una a nostra spese e nel tricolore abbiamo fatto scrivere i famigliari di Giorgio e Renzo. Ora sì che ci siamo». Renzo Venturini e Giorgio Dazzi persero la vita il 17 agosto del 1944 durante la battaglia di San Terenzo Monti tra partigiani garibaldini e truppe speciali della Wehrmacht.
La madre di Renzo che alla morte aveva 18 anni, si chiamava Enea e ogni giorno per ben un anno da quel terribile giorno, percorreva cinquanta chilometri tra boschi e campi minati per andare a piangere sulla tomba del figlio. –
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