Il Tirreno

LA FOTO OMAGGIO VENERDI' 21 AGOSTO

Sui ponti di Vara c’è stato anche James Bond

Alessandra Poggi
La foto dei ponti di Vara in omaggio con Il Tirreno venerdì 21 agosto
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La foto dei ponti di Vara in omaggio con Il Tirreno venerdì 21 agosto

Con il nostro giornale acquistato in edicola una spettacolare foto scattata da Claudio Cuffaro su questo gioiello del territorio

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Carrara. I ponti di Vara sono un gioiello ingegneristico e architettonico di architettura industriale: saranno protagonisti della foto che regaliamo domani con una copia de Il Tirreno.

Costruiti nel 1890 a completamento della ex ferrovia Marmifera, la rete ferroviaria che veniva usata per trasportare il marmo estratto nei bacini fino al porto di Marina di Carrara. I ponti di Vara erano il centro nevralgico della ferrovia Marmifera e rappresentavano la modernizzazione del trasporto, per questo negli anni Trenta furono oggetto di un attentato dinamitardo da parte di un gruppo di lavoratori (i bovari) che ancora trasportavano il marmo con i buoi. Esasperati dalla concorrenza della Marmifera cercarono di abbatterne il viadotto principale. L'attentato non riuscì ma procurò lesioni a tre delle quattro arcate del ponte. Secondo una ricerca di "marmo News", il giornale del marmo, sembra che i ponti di Vara e la marmifera nel 1897 siano stati filmati anche da un agente apuano dei fratelli Lumière. Secondo la testata online, la pellicola sarebbe stata ritrovata a Bruxelles dal regista Fabio Wuytiak.

Il ponte più grande ha un'altezza massima dal fondovalle di 38 metri e presenta cinque arcate a tutto sesto, ognuna delle quali ha una luce di 16 metri. La location è talmente suggestiva che è stata utilizzata per girare l'inizio di "Quantum of Solace", il film del 2008 con protagonista Daniel Craig nelle vesti dell'agente 007 James Bond. Insomma, un luogo suggestivo e conosciuto in tutto il mondo. Come spiega Gabriele Giuntoni, guida turistica delle "cave di marmo tour": «I ponti di Vara sono molto conosciuti e sono un luogo di sosta quasi obbligatorio per i turisti. Sono una meraviglia di ingegneria, come lo è stata la marmifera e i visitatori restano affascinati dal fatto che l'opera sia stata realizzata a mano, perché per quell'epoca fare 17 ponti e 24 gallerie fu un'impresa titanica. Il problema a volte sono le mitologie, qualcuna raccontata anche nel sito del Comune di Carrara. Poi c'è il vangelo secondo internet che li vuole di epoca romana. Ho sentito addirittura una guida locale dire i tre ponti di Vara. In realtà sono due, il terzo è stato costruito nel XX secolo quando è stata fatta la strada Miseglia-Fantiscritti. Purtroppo questa meraviglia vista da tutto il mondo è tenuta malissimo, le erbacce non vengono tagliate da anni e c'è ancora il parapetto sfondato. Mancano anche cartelli illustrativi».

E che i ponti siano una tappa obbligata lo conferma anche Manuela Righini di "Toscana Tour Experience": «I turisti rimangono meravigliati dalla loro architettura e dicono spesso che questi ponti a differenza di quelli di oggi sono solidi. Si dice che anche i fratelli Lumière ne abbiano subito il fascino realizzando un loro film nella Marmifera. Per i turisti i ponti Vara e Canalgrande sono un punto di riferimento, le cave vengono quasi identificate con i ponti. È una visione molto suggestiva e spettacolare, una bellissima cartolina». —

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