Il Tirreno

consiglio comunale in presenza o in remoto 

«Ieri c’era un incontro nella sala 10 Aprile Qualcosa non torna»

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Ancora botta e risposta sulle modalità di svolgimento del consiglio comunale, con la maggioranza di centrodestra che difende la scelta di effettuarli in remoto con videoconferenza, e le opposizioni che invece ritengono sia giunto il momento di tornare nell’assise della sala 10 Aprile del municipio cittadino.

A questo giro, intervengono Luca Guadagnucci (Lega) e ancora le minoranze consiliari con un comunicato congiunto. I gruppi di opposizione (nella foto l’”occupazione” del municipio qualche settimana fa) prendono spunto dalle parole del presidente consiliare Stefano Benedetti, che aveva affermato di aver sentito il responsabile del servizio Prevenzione e Protezione del Comune il quale avrebbe sollecitato di proseguire con le riunioni online fino al 15 ottobre, con l’emergenza sanitaria ancora in corso. «Ieri mattina abbiamo scoperto che la sala del consiglio 10 Aprile era non solo aperta, ma ospitava la lodevole iniziativa “Prospettive diverse" - scrive la minoranza - evento a cui hanno partecipato molte persone che si sono sedute proprio nei banchi dei consiglieri e delle consigliere. Lasciateci dire che qualcosa non torna. Perché non possiamo tornare con tutte le precauzioni necessarie a lavorare nella sala del consiglio comunale? Almeno, come abbiamo più volte chiesto, per le sedute che richiedono un'attenzione particolare e una partecipazione attiva. Ribadiamo di essere i primi a sostenere l'importanza della prevenzione, ma davvero non sono più accettabili questi comportamenti da parte dell'amministrazione e del presidente del consiglio».

Quindi Guadagnucci, che si inserisce nella questione: «Pare ormai evidente che, nonostante gli infondati allarmismi del Governo, il quale continua a fomentare paura indicando l'irrilevante dato statistico dei contagiati da Covid, quest'ultimo abbia perso potenza. E sino qui il ragionamento delle opposizioni potrebbe essere anche condivisibile. Ma lo stato di emergenza è prorogato al 15 ottobre: conseguentemente pare opportuno (e anche l'unica soluzione legittima) evitare assembramenti». Per Guadagnucci, questi i lati positivi delle riunioni in remoto: «non debbono essere sanificati i locali prima e dopo i consigli comunali, non si è costretti a stare ore seduti indossando la “faticosa” mascherina, vengono abbattuti costi di trasporto e inquinamento, possibilità di partecipare da parte di tutti i consiglieri i quali, pur trovandosi fuori città, possono collegarsi in remoto». —

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