La manifestazione
Ponte di Avenza, lavori a rilento
La preoccupazione di residenti e commercianti: «Così rischiamo di non essere pronti per il mese di ottobre»
/ carrara
I lavori di messa in sicurezza idraulica al ponte di via Gino Menconi procedono, ma molto lentamente.
Il timore dei commercianti e dei residenti è che i lavori vadano oltre il tempo prestabilito. Già c'era stato uno slittamento nell'apertura del cantiere, la regione aveva stabilito il 15 dello scorso giugno, ma di fatto i lavori sono partito con una ventina di giorni di ritardo. Adesso c'è stato lo stop di Ferragosto, ma secondo le testimonianze in questi 18 giorni del mese di agosto il cantiere era fermo e di operai se ne sono visti ben pochi. la paura è che non si tratti di una cosa lampo, ma di una rivisitazione della prima demolizione che ha visto chiuso il ponte per quasi due anni.
Eventualità già segnalata dai commercianti di via Gino Menconi, e che causerebbe un danno economico non indifferente e in un periodo difficile come quello post lockdown. La passerella pedonale realizzata all'altezza dell'ex mercato coperto non è ancora stata aperta e di conseguenza slitta anche la demolizione vera e propria del ponte. Intanto il comitato di vigilanza sui lavori ha chiesto un incontro pubblico con l'amministrazione comunale: sindaco e assessori interessati. Sul tavolo ancora la questione delle pendenze, che come spiega Renzo Cantarelli, uno dei fondatori dell comitato: «vogliamo chiedere che vengano abbassate le quote - dice - chiediamo che l'amministrazione intervenga sul progetto della regione, se non si abbassano le quote ci saranno problemi per tutta la cittadinanza. L'incontro lo abbiamo chiesto prima di Ferragosto e vogliamo che sia pubblico e partecipino anche l'assessore all'ambiente Sarah Scaletti e Andrea Raggi dei lavori pubblici».
Insomma, Avenza non vuole il suo ponte del diavolo. Problemi anche per quanto riguarda la passerella sul torrente Carrione. Problemi che hanno sollevato alcuni disabili in una lettera indirizzata alla Regione Toscana. In sostanza questi cittadini temono di non riuscire ad attraversare la struttura, ma la regione li ha rassicurati dicendo che tutto sarà fatto a regola d'arte.
Ma i lavori sono in ritardo, come spiega Nando Guadagni, presidente di Confesercenti Carrara e titolare del negozio di calzature Gidò, che guarda proprio sul ponte e quindi in grado di vedere se il cantiere è operativo oppure no: «oggi - ieri per chi legge - ho visto finalmente due operai al lavoro - dice - non so quale sia la tabella di marcia ma secondo me sono in ritardo. Nel mese di agosto non hanno lavorato quasi mai. Sono stati fermi parecchio tempo. Per quanto riguarda la passerella è stata posizionata ma non ci si può ancora passare. La regione dovrà anche intervenire per renderla agibile per i disabili. So che la regione ha risposto alla loro lettera dicendo che le cose saranno fatte a norma. Ma per adesso è ancora chiusa per tutti».
La battaglia prosegue, insomma, il comitato e gli avenzini non si arrendono e chiedono ancora una volta che le quote previste dal progetto della regione vengano abbassate. Perché secondo il comitato: “il progetto è della regione ma resterà per sempre alla collettività con tutti i disagi del caso".
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