Sicurezza
La boxe “non violenta” per aiutare i giovani in situazioni di difficoltà
montignoso
“Non abbassiamo la guardia” è l'hashtag lanciato per l'iniziativa sportiva tutta rivolta ai giovani promossa dal Comune di Montignoso, dall'Asd Yama Arashi Boxe e dall'Ordine degli infermieri di Massa-Carrara (in foto la presentazione di ieri).
Un progetto nato lo scorso anno, «quando abbiamo messo a disposizione la palestra in via Sforza per allenamenti di boxe – spiega l'assessore Giorgia Podestà – e che anche quest'anno si è dimostrato vincente. Questo perché le attività permettono non solo di incanalare forme di repressione in azioni assolutamente non violente, ma creano anche le condizioni per favorire l'autostima, il confronto e il dialogo con gli altri e tutti i valori che lo sport porta con sé. Il nostro obiettivo infatti è quello di valorizzare il più possibile i giovani, eliminando le situazioni critiche attraverso spazi di condivisione, soprattutto seguendo i soggetti più fragili». «Attività che permettono di toccare e comprendere le difficoltà che molti giovani si portano dentro – ha detto il delegato allo sport Cristiano Orsi – in un momento delicato come quello dell'adolescenza ma non solo, perché le sofferenze rischiano di essere trascinate lungo tutta la vita. Fornire un aiuto e un supporto, ascoltare ed essere ascoltati, questa è la base per superare i problemi senza essere più soli».
Il progetto, portato avanti da Pier Francesco Santucci di Yama Arashi Boxe è aperto a tutti, «già a partire dai 6 anni di età – spiega Santucci – il pugilato non è quello che vediamo in televisione, non è violenza. Quello che riusciamo a fare attraverso questo progetto è sport sano e fornire aiuto alle famiglie e ai giovani con problematiche e difficoltà. In una scuola di pugilato si cresce insieme, ci si diverte, si acquisisce consapevolezza, tutto nel massimo rispetto delle norme di contenimento al Covid, del distanziamento e della sanificazione». Previste iscrizioni gratuite per i soggetti con difficoltà e per il personale infermieristico, «non abbassare la guardia è uno slogan radicato nella nostra professione – ha detto Morena Fruzzetti, presidente provinciale Ordine infermieri – questi corsi aiutano a tenere alti i riflessi, ad essere coordinati, tutti elementi che sono necessari nel nostro lavoro». «È un'esperienza unica – conclude la responsabile Nadia Bellè – siamo riusciti a creare un centro di aggregazione alternativo, un percorso di welfare generativo dove i giovani si mettono in discussione, cercando di migliorarsi e superare le proprie debolezze». —
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