Gioco
Arte e letteratura al Real Collegio di Lucca In scena artisti apuani
Sono Serena Pruno, Graziano Guiso, Giuseppe Rivieri Ricordata la lirica dedicata a Valentina, figlia di Serena
massa-carrara
Cocktail di arte, letteratura e musica nell’agosto lucchese nel Chiostro di Santa Caterina del Real Collegio, con una vasta rappresentanza di artisti apuani come Serena Pruno, Graziano Guiso e Giuseppe Rivieri. Organizzata da Claudio della Bartola dell’associazione culturale “Il Giusto della Vita” con il patrocinio del Comune di Lucca, la kermesse è stata inaugurata il 2 agosto con il vernissage della mostra “Inquieto gesto, labile realtà”, e si concluderà il 29 agosto con un’asta benefica delle opere degli artisti in mostra a favore del Real Collegio.
Una cornice esclusiva, che ha visto, con l’accompagnamento musicale del duo Irina&Francesco, anche la lettura di poesia e pezzi di prosa, come i due monologhi di Giorgio Gaber interpretati da Marco Rossi il 5 agosto e il recital “Non sia nostalgia ma desiderio” il 9 agosto, tutto dedicato alle opere di Mario Luzi.
Occasione quest’ultima per la rilettura della poesia “Addio Vale”, dedicata dal poeta proprio a Valentina Giumelli, la figlia di Serena Pruno e Claudio Giumelli prematuramente scomparsa nel 2001 nella strage all’aeroporto di Linate mentre si recava in Danimarca per completare la sua tesi di ingegneria. Uno stralcio di questa poesia la troviamo anche incisa su una parete della Cava dei Poeti Morlungo di Campocecina a Carrara, a 1240 metri di quota, dove in occasione della XI Biennale Internazionale di Scultura nel 2002, grazie ad una idea di Fernanda Pivano e con la collaborazione dell’architetto Claudio Giumelli, l’architetto e pittore Marco Nereo Rotelli decise di regalare l’eternità ai versi di 40 poeti, dando lustro ad una cava che è in seguito è stata teatro anche di altri eventi, attualmente ritornata abbandonata.
Grazie ad una squadra di scalpellini, versi di Mario Luzi, Eduardo Sanguineti, Andrea Zanzotto, Alda Merini, Maria Luisa Spaziani, Paul McCartney e Fabrizio De André, e naturalmente di Fernanda Pivano, sono diventati immortali, lasciando una impronta indelebile della grandezza culturale italiana. L’idea di farne una installazione luminosa in progress dal titolo “Scolpire la parola”, ha fornito un esempio di valorizzazione del territorio secondo modalità innovative e creative.
Questa la poesia di Mario Luzi a Valentina Giumelli: “Bruciarono con quelle del velivolo, Valentina, le tue ali. Si erano teneramente aperte al primo vento oscillavano felici volavano con te i pensieri dei tuoi cari, le ansie, le attese, i desideri. Tutto fu crudelmente preparato per le vampe di quel rogo d’amore e di dolore. Addio, Vale”. —
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