Il Tirreno

la testimonianza 

«Falò illegali e una discarica: tutto fuori controllo per ore»

«Falò illegali e una discarica: tutto fuori controllo per ore»

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Carrara

Il primo a segnalare il disastro ambientale di Campocecina sui social era stato Gabriele Martinucci; arriva la sera del 14 e racconta: «Lo scenario al mio arrivo la sera promette molto male, circa 70-80 tende tutte ammassate in pochi metri quadri di prato senza controlli. Resisto e guardo che succede... Alle ore 21 i primi fuochi illegali, alti 1 metro e mezzo. In totale conto 5 falò accesi di cui solo uno in sicurezza. Uno - racconta - posizionato infatti dentro la pineta, 2 al margine del bosco di faggi e due in mezzo al prato. Uno di questi ultimi si trova proprio davanti alla mia tenda e decido di intervenire. Dico di spegnere il fuoco, che è vietato ma nulla, vogliono tenerlo acceso per fare la brace... al ché guardo il falò già alto e vedo che non è nemmeno protetto da cornici di sassi e pietre, ma a contatto diretto con l'erba secca di agosto e le fiamme si stavano già visivamente espandendo libere. Dico loro che almeno devono metterlo in sicurezza perché il fuoco libero così "cammina", e quando glielo dico mi guardano spaesati e sorpresi che il fuoco potesse diffondersi». Commenta: «Pazzi incoscienti, fate un fuoco alto più di un metro e nemmeno sapete come gestirlo...insomma li aiuto a metterlo in sicurezza con le rocce e vado al rifugio Cai di Carrara per cercare di contattare le autorità perché qui è ingestibile e pericoloso per tutti e tutto». E aggiunge: «Tutta la notte la gente ha tenuto acceso i fuochi alti, si è ubriacata, drogata, ha sporcato ovunque senza nessun controllo, nessun limite o multa. La mattina lo scenario è disastroso... Campocecina è ridotta ad una discarica a cielo aperto, quello che ho trovato per terra e in mezzo alle piante è troppo per elencarlo tutto, ma vi basti sapere che vi erano e ci sono chili di plastica, lattine, bottiglie, vetri rotti, preservativi usati, cartoni, carte, ecc.. verso le 9.30 del mattino arrivano i carabinieri». Commenta amaramente: «A quest'ora i boschi di faggio potevano non esserci più e a quest'ora potevamo essere mezzi arrostiti tutti noi che eravamo su. Fatto sta che io ho pulito il possibile assieme ai miei amici. Ma perché non c'è stato nessun controllo da parte delle autorità e degli enti? Poteva succedere di tutto, un incendio, un malore, una rissa e noi eravamo in balìa di noi stessi». «Tralasciamo ovviamente le norme anticovid...», del tutto ignorate.

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