Finanza
«Centro Alzheimer chiuso da sei mesi»
«Le famiglie stanno vivendo grandissime difficoltà e preoccupa anche il futuro dei lavoratori della struttura»
carrara
«Centri diurni Alzheimer chiusi: è una vergogna».
La denuncia a arriva in una nota sindacale della Cgil firmata da Alessio Menconi, segretario organizzativo Funzione Pubblica Massa Carrara.
«Nonostante le rivendicazioni sindacali e le grida d’aiuto dei familiari il centro diurno Alzheimer di Regina Elena è ancora chiuso- si legge nella nota della Cgil - Hanno riaperto le discoteche e tutti i luoghi della movida ma un servizio indispensabile per utenti e familiari sembra essere caduto nel dimenticatoio dell’amministrazione comunale e dell’Azienda sanitaria».
«Il Centro Diurno Alzheimer è chiuso e da quasi 6 mesi e le famiglie praticamente abbandonate a se stesse aspettano decisioni e provvedimenti di riapertura che non arrivano- incalza la nota sindacale - E questo nonostante le disposizioni nazionali e regionali stabiliscano criteri chiari per la riapertura. Subito dopo l’emanazione delle linee guida regionali i centri della Lunigiana hanno ripreso a garantire il servizio, ma a Carrara no. Per quanto ancora i familiari e gli utenti dovranno continuare a non-vivere in questo totale abbandono? Per quanto tempo ancora i congiunti chiusi nella gabbia della dimenticanza potranno continuare a supplire a mancanze e ritardi di politica ed azienda sanitaria? ».
E la denuncia-appello della Cgil prosegue.
«Lavoratori e lavoratrici della Cooperativa Di Vittorio, che gestisce ilo centro in appalto, sono statimpiegati momentaneamente in sostituzione ferie ed altri servizi: Se il centro non riaprirà che ne sarà di loro? - s i chiede nella nota Alessio Menconi - .
Come avevamo già denunciato più volte l’emergenza covid ha messo a nudo le diverse criticità dei gruppi dirigenti e, a questo punto, possiamo dire anche l’indifferenza! La chiusura del centro Alzheimer è soltanto uno dei tanti indicatori della decadenza».
«Come organizzazione sindacale - si chiude la nota - denunciamo una situazione di indifferenza totale da parte di chi si è impegnato a gestire la cosa pubblica. Continuiamo ad affermare che senza un confronto serio con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici, questi ultimi vero asse portante della società, che producono e vivono la società stessa, non ci sarà futuro per il nostro territorio».
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