Sicurezza
Casa Betania, doppio attacco della Uil e della Lega
Il sindacato: non attivate le procedure di controllo sui lavoratori. Pieruccini: numeri ballerini, grande business
Carrara
«Al Focolaio Covid al centro di accoglienza gestito da Casa Betania a Carrara, non sono state attivate le procedure di controllo su tutti i lavoratori. Pretendiamo risposte urgenti perché quanto sta accadendo è solo la punta dell’iceberg di un comportamento scorretto da parte dell’associazione». A puntare il dito è il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori, che poche ore fa ha scritto alla direzione della Onlus per chiedere chiarimenti sulla gestione dell’emergenza con particolare riferimento al caso di un operatore. «Il nostro iscritto ci ha contattato allarmato per quanto sta avvenendo. Ha prestato servizio, infatti, in vari Cas fra cui proprio quello di Carrara dove è emerso un focolaio Covid19 con una ventina di positivi che rischia di estendersi a macchia d’olio. Anche in altre province visto che il nostro iscritto si è spostato da un centro all’altro, entrando in contatto con decine e decine di persone. Eppure – prosegue Salvadori – nonostante la grave emergenza ci risulta che non siano state attivate le procedure del caso».
Il segretario Uil Fpl ci va giù duro con la dirigenza dell’associazione: «Ricordiamo che le disposizioni normative nazionali e regionali emanate per contrastare l’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 prevedono l’adozione di misure di contenimento alla diffusione del virus ben specifiche. Chi è entrato in contatto con un caso confermato o anche solo probabile deve essere segnalato all’Usl che farà le opportune valutazioni e prenderà le misure più opportune, dall’isolamento al tampone. A oggi il lavoratore, nostro iscritto, in mancanza di disposizioni urgenti, sta effettuando percorsi con il nostro supporto a titolo esclusivamente personale ed è per questo che vogliamo chiarimenti con estrema urgenza e un incontro al più presto, quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno, con la dirigenza di Casa Betania. Vogliamo infatti discutere anche altri aspetti prettamente sindacali – conclude Salvadori – come le ripetute mancanze e i continui ritardi nell'erogare gli stipendi che spesso e volentieri vengono dati solo in percentuale sul dovuto e che a volte ‘saltano’ anche mesi”».
L’attacco della Lega
Anche Nicola Pieruccini della Lega - candidato alle regionali - va all’attacco. «Troppe cose - scrive - continuano a non tornare nella vicenda dei 18 positivi al Covid 19 ritrovati nella struttura di Casa Betania e il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale non la racconta giusta». «Innanzitutto – argomenta Pieruccini – non si capisce il motivo per cui De Pasquale e la stessa Sara Vatteroni, responsabile di Casa Betania, avessero inizialmente parlato di 21 contagiati e soltanto dopo un paio di giorni il numero, sempre a sentire le loro dichiarazioni, si sia ridotto a 18. Siamo certi che l'improvvisa riduzione del numero dei contagiati “ufficiali” all'interno della struttura non derivi dal fatto che la stessa, sulla base dell'apposito decreto prefettizio, è idonea a ospitare soltanto 18 immigrati? Non è forse lecito sollevare qualche dubbio sul fatto che quel centro fosse sovraffollato rispetto alle disposizioni e che il sindaco e i gestori, dopo aver impiegato 48 ore per fare un semplice calcolo matematico, si siano resi conto che il numero degli immigrati ospiti contagiati fosse superiore alla capienza di legge e per questo siano stati costretti a una retromarcia sulle cifre? E se così fosse – prosegue Pieruccini con le sue domande retoriche – non sarebbe già questo, e cioè il sovraffollamento della struttura, un motivo sufficiente per revocare la convenzione alla Cooperativa Casa Betania con fini di lucro che la gestisce?». Non solo: «Le rassicurazioni della Vatteroni (“I migranti non avevano contatti con nessuno”) mi ricordano l'antico detto latino “excusatio non petita accusatio manifesta”. Che tipo di integrazione veniva svolta allora? Gli ospiti quali attività previste dai protocolli svolgevano e con chi avevano contatti?». Altra richiesta: «Gli immobili utilizzati per legge devono avere i requisiti delle civili abitazioni e per questo è indispensabile capire se per queste case-famiglia Casa Betania siano state presentate al Comune le relative documentazioni di avvio dell'attività».
Un altro aspetto che non torna, a giudizio di Pieruccini, è la comunicazione sui fatti che il sindaco Francesco De Pasquale ha demandato a un comunicato stampa. «Il sindaco di una città è il responsabile della salute pubbliche e, come tale, non può tenere nascosto ai propri concittadini il fatto che i contagiati fossero cittadini nigeriani che si trovavano in una casa famiglia perchè così facendo ha gettato nel panico l'intera città. Il fatto che la verità sia poi venuta a galla – conclude il candidato della Lega - ha trasformato il panico della pandemia in panico per l'inadeguatezza di chi la salute dei cittadini dovrebbe garantirla (cioè il sindaco). Quanto al resto, tutti gli altri elementi evidenziano come la gestione dei migranti sia, nel totale disprezzo della salute dei cittadini, un business grande come una casa... Betania».
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