Sicurezza
Il Pd ha scelto: Fabrizio Mazzoni corre da sindaco a Villafranca
Da una vita nel centrosinistra, il 64enne è stato già assessore e segretario locale del partito. «Il mio tentativo è di ricostruire la nostra forza politica»
villafranca
È arrivata l’ufficialità: sarà Fabrizio Mazzoni il candidato del centrosinistra - per la lista Villafranca coraggiosa - che si confronterà per la poltrona di sindaco di Villafranca, scontrandosi con il primo cittadino uscente Filippo Bellesi e la sua Villafranca Libera. Urne aperte il 20 e 21 settembre, in contemporanea con le elezioni regionali.
Mazzoni, 64 anni, dipendente del Comune di Mulazzo, incarna la definizione di uomo di partito: la sua carriera infatti si è svolta nell’alveo del centrosinistra, seguendo le varie evoluzioni della forza politica, militando prima nel Partito Comunista, poi nei Democratici di Sinistra e infine nel Partito democratico. Negli anni ha ricoperto ruoli di responsabilità nelle giunte guidate da Roberto Antiga fino al 2004. È stato traghettatore, nel 2017, della sezione locale del Pd dopo le dimissioni del segretario Luca Mori, con il ruolo di reggente, decaduto poi con l’elezione dell’attuale segretario Mario Guastalli. Uomo di congiunzione tra le varie anime che coesistono nella galassia del centrosinistra, punta a riformulare l’offerta politica chiedendo unità per superare le crisi che hanno contrassegnato il Pd negli ultimi anni.
«Ho preso la decisione della mia candidatura dopo la rinuncia di Guastalli – spiega Mazzoni – nel tentativo di ricomporre il centrosinistra intorno alla mia figura, che sicuramente ha un appeal maggiore in questa fase di ricostruzione. Abbiamo bisogno di giovani e professionalità che possano aiutarci a colmare il gap con la lista concorrente ma sono certo che, già in questa elezione, si possa aprire a un ritorno rispetto a coloro che nelle scorse elezioni o non hanno votato oppure hanno votato per Bellesi». La distanza di voti da colmare tra le due liste non è di solamente 5 preferenze - il risultato di cinque anni fa, Bellesi 1426 preferenze, Guastalli 1421 - ma nel tempo si è espansa, allargando il bacino dell’attuale sindaco in carica, secondo le prime prospettive, di ulteriori trecento. Un recupero che però non spaventa Mazzoni: «Ci si approccia a queste elezioni cercando di proporre qualcosa di più rispetto a questa amministrazione, proponendo cose concrete, non sogni irrealizzabili, per fare sì che Villafranca possa, al di là della precaria situazione finanziaria, riprendere un ruolo centrale, come la sua posizione geografica, nella politica lunigianese. Le condizioni ci sono e le potenzialità della nostra cittadina altrettanto: Villafranca può aspirare a molto di più, ha frazioni abitate non solo nel periodo estivo e un territorio relativamente meno ampio e quindi si può governare con più facilità. Ovviamente bisognerà lavorare bene dal punto di vista del recupero dei finanziamenti esterni per dare vita ai progetti».
La lista dei candidati al consiglio comunale non è ancora chiusa, così come il programma, ma su alcuni punti l’aspirante sindaco ha le idee chiare: «Dobbiamo parlare di ecologia, preservazione dell’ambiente, rilancio dei prodotti tipici, delle piccole attività, dell’artigianato locale e dell’agricoltura, senza dimenticare i valori storico-culturali che emergono dal Castello di Malgrate, dal Museo e dai borghi. Abbiamo inoltre bisogno che si ritorni a fare politica, che si coinvolgano le persone nel dibattito sul futuro del nostro paese. Questa è stata una mancanza degli ultimi vent’anni a cui cercherò di porre rimedio. Un altro punto che cercheremo di portare avanti sarà il polo sportivo di Filetto che deve essere collegato con quello scolastico. Questa amministrazione avrebbe dovuto muoversi maggiormente per integrare le due aree, senza dimenticare che la costruzione nell’area dove sorge l’Istituto Baracchini è stata una felice intuizione mia e del sindaco Antiga, con i finanziamenti per il suo completamento ottimamente recuperati dal sindaco Pietro Cerutti, che riuscì a rintracciare anche quelli per l’asilo».
Mazzoni spegne i primi focolai di polemica intorno al simbolo: alcuni infatti lo hanno inteso come una copiatura di quello di Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna: «Abbiamo ricevuto l’autorizzazione ad utilizzare questo simbolo: non siamo i soli che l’hanno fatto, tant’è vero che ad Imola, Vignola e anche alcuni paesi del sud Italia lo hanno utilizzato nelle loro liste civiche. In quel simbolo c’è la nostra visione di una Villafranca ecologista e progressista». —
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