Attenzione
Sandro Pertini a Massa: l’immagine scatena un “effetto amarcord”
Tanti “io c’ero” dei lettori davanti all’edicola per acquistare il Tirreno con il regalo «Ricordo la pioggia improvvisa e battente e il presidente che rifiutò l’ombrello»
massa
Ci sono fotografie che catturano momenti che diventano memoria collettiva, che fissano giornate che, poi, per qualche motivo, saranno ricordate da moltissime persone. In psicologia vengono definiti “ricordi flash” o “effetto Kennedy” proprio perché quegli istanti, l'averli vissuti direttamente o indirettamente, hanno avuto un impatto così forte da durare nel tempo.
La fotografia scattata da Claudio Cuffaro l'8 novembre del 1982 sembra aver immortalato proprio uno di quei momenti. Tanto che il ricordo che sprigiona si potrebbe definire “effetto Pertini”. È proprio l'allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, il soggetto inquadrato dal reporter in una fotografia donata con questo quotidiano nella giornata di ieri. Le persone che hanno acquistato una copia de Il Tirreno e che l'hanno ricevuta commentano: “Eh me lo ricordo, me lo ricordo”. Parola di edicolante. «È un momento che è rimasto nell'immaginario collettivo – racconta Jacques Andrea, gestore dell'edicola di piazza Matteotti. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndc) le persone che hanno preso tra le mani questa fotografia si sono lasciate andare ad un commento: io c'ero. Ed effettivamente c'erano molte persone in piazza quel giorno. C'ero anche io».
All'epoca l'edicolante ha sedici anni e nonostante la pioggia si reca in piazza Aranci dove era atteso l'arrivo di Sandro Pertini: «Eravamo ragazzi. Siamo sgattaiolati dentro palazzo rosso e abbiamo incontrato il presidente, coperto da una folla di persone, che scendeva le scale. Allora siamo usciti di corsa sperando che tenesse un discorso. Siamo rimasti lì, in attesa. La piazza sembrava essere uno stadio. Quando è uscito le persone in piazza hanno iniziato a scandire il suo nome in coro: “Sandro, Sandro”. Lui si è limitato ad alzare le braccia in segno di saluto. E a quel punto la piazza è esplosa». Anche Massimo Matelli, lettore e fotoreporter de Il Tirreno, aveva sedici anni all'epoca. E anche lui era in piazza. «La cosa che mi colpì è che tutti eravamo sotto la pioggia, fermi in attesa di Pertini. E tutti senza ombrello. Lui scese dall'automobile e un uomo che gli era accanto cercò di riparlarlo dalla pioggia aprendo un ombrello. Lui gli fece segno di chiuderlo. E passeggiò sotto la pioggia fino all'ingresso del palazzo».
All’esterno dell'edicola di Arturo Tongiani, l’avvocato Luigi Maneschi non si fa cogliere impreparato dalla domanda. «Certo che mi ricordo questo giorno. Ricordo anche tutti i nomi delle persone immortalate in questa foto: il senatore Del Nero - commenta indicando le figure della foto - Giorgio La Malfa, Maria Eletta Martini. Questo era un funzionario della Provincia. Mi ricordo tutto perché ho 80 anni, non perché seguivo la politica. Ma di quel giorno in particolar modo ricordo la pioggia. Pioveva come Dio la mandava e mi colpì che nonostante l'acqua rimasero tutti ai loro posti, in piazza, per vedere Sandro Pertini». —
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