Finanza
«Povera Colonnata, con troppi problemi e senza bagni pubblici»
Carrara, l’amaro sfogo del regista Fabrizio Cattani originario del paese famoso per il suo lardo
Carrara
È un vero e proprio amaro sfogo quello del regista colonnatese Fabrizio Cattani: «A volte mi chiedo se i soldi stanziati all’epoca dal Ministro Prandini nei lontani primi anni ’90 per il bellissimo progetto A.m.o.r.e. (ambiente montano operazione recupero edilizio) nato da giovani intraprendenti colonnatesi che l’allora Ministro prese come esempio per poi eventualmente allargarlo ad altri borghi, anziché essere stati bloccati dall’amministrazione comunale dell’epoca che li fece poi tornare a Roma con un pretesto legato al piano regolatore, fossero invece arrivati e fossero serviti a dare una svolta al paese di Colonnata... In tutti i sensi, in tutti i settori, architettonico, sociale, turistico, culturale. Un tentativo di rinascita caduto nel vuoto per un posto lasciato nel vuoto da tutte le amministrazioni che si sono succedute e che nulla hanno fatto per i paesi a monte e quindi per Colonnata che ravvisa una presenza annuale di circa 40mila turisti».
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Certo, sottolinea Cattani, quest’anno per le ragioni di cui tutti sappiamo saranno molto meno, «ma non lo sono in questo periodo estivo, soprattutto nel week end dove schiere di villeggianti salgono per la strada impervia tra tornanti e camion sfreccianti ad assaporare il famoso lardo e a gustarsi la maestosità delle cave di marmo. Succede che tra questi, come spesso accade, ci siano anche i maleducati, i cafoni, i menefreghisti che tentano in tutti i modi di raggiungere la piccola piazza del paese e una volta lì si inventano parcheggi inesistenti che intralciano e impediscono il passaggio di altri mezzi, quelli di soccorso e quelli di pubblico servizio».
Succede - racconta Cattani - «che la “corriera” a sua volta decida senza darne comunicazione di trovare il capolinea in fondo al paese dove i poveri anziani, carichi di buste della spesa sono obbligati a scendere per poi farsi un chilometro tra gli ultimi tornanti del paese in salita. Succede anche che i bagni pubblici siano chiusi da mesi e alcuni turisti, tra quelli più educati chiedano agli abitanti, la maggior parte molto anziani, l’uso del bagno di casa per espletare i propri bisogni mentre altri trovano l’angolo nascosto di una volta in marmo (E se questo gesto altruistico e generoso di questi anziani sia motivo di contagio di Covid?). E sono sempre loro, questi anziani che devono portarsi da casa taniche d’acqua fin sopra alla salita del cimitero perché l’amministrazione comunale ha fatto togliere l’approvvigionamento di acqua facendone asportare pure il rubinetto. Quindi non mi meraviglia che nasca una sorta di “fai da te” dove qualche residente armato di pennello e vernice ha provveduto nottetempo a disegnare divieti di sosta dove i sopracitati turisti maleducati parcheggiano alla rinfusa e alla faccia del rispetto e delle regole. Capisco il cittadino esasperato nel borgo per i servizi malfunzionanti, la mancanza del minimo sostegno alla vivibilità, il verde pubblico e i monumenti abbandonati a se stessi, alla faccia dell’idea di bene comune. Come si dice cambiano i governi ma la politica è sempre la stessa, assente e di propaganda dove anche l’opposizione anziché approfittarne e fare un lavoro di sostegno e recupero di fiducia da parte del cittadino, attende come sempre i mesi precedenti alle successive elezioni, come una ruota, che gira, simbolo di una città sempre più in disfacimento», conclude amaramente.
Insomma, se non altro - sollecita Cattatani, bisognerebbe ripristinare i bagni pubblici; rimettere l'acqua di servizio al cimitero; creare una Ztl, una zona a traffico limitato. Per non parlare dei monumenti abbandonati a se stessi.
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