Sicurezza
«Non solo la mareggiata, qui i problemi sono tanti»
I balneari fanno un primo bilancio di una stagione estiva davvero particolare Pianini: calo di presenze e partenza in ritardo. Pardi: ci sono state tante disdette
/ CARRARA
Calo di presenze, pochissimi gli stranieri e picchi nei fine settimana che non bilanciano però la scarsa affluenza dei feriali sul litorale carrarese.
Altroché mareggiata, per loro, gli addetti ai lavori, la fotografia dell'estate era già scattata a fine maggio e immortalava una stagione fatta di incognite, tra date incerte, sanificazioni, registrazioni e distanze con meno ombrelloni. Il consueto report stagionale, a un paio di settimane dal ferragosto, arriva dal mondo balneare che nelle scorse ore ha incassato anche la mareggiata di scirocco. «Non stiamo parlando di un evento di entità clamorosa, ma un po' di erosione ci ha accompagnato tutto l'anno aggiungendosi alle problematiche pregresse per via della gestione Covid. Ha colpito in maniera non omogenea interessando, in alcuni stabilimenti, una ventina di ombrelloni», spiega Michele Pianini, vicepresidente dell'Associazione Balneari Marina di Carrara. Ci mancava anche la mareggiata, per parafrasare il balneari-pensiero. «Non è facile, è una stagione “bianca” che avevamo già messo in conto; fino al 3 giugno non ci si poteva muovere tra regioni... C'è un calo di presenze giornaliere anche tra i locali, l'affluenza è bassa e si alza soltanto nei week-end. Sono pochissimi gli stranieri, ma si sapeva, e parliamo di un turismo fatto principalmente da famiglie», prosegue tra i nodi di una stagione a Marina di Carrara di cui «a metà maggio non sapevamo ancora nulla sull'apertura», come fa notare Marco Pardi, presidente del Consorzio Balneari Marina di Carrara. Perché, dice Pardi, se la «mareggiata non ha avuto una consistenza importante, il bilancio a oggi è difficile: gli adempimenti hanno creato numerose difficoltà alle aziende, aperte, ma con una riduzione di ombrelloni per le distanze e pronte a cimentarsi tra sanificazioni quotidiane e registrazioni giornaliere». «Nei giorni feriali a luglio sembrava fine stagione; nei week-end invece c'è più movimento – riflette sempre Pardi –. Molte persone hanno preferito non venire, anche clienti storici che hanno avvertito le difficoltà del momento e il timore di quello successo e che stiamo vedendo».
Insomma, scarseggia il via vai di un turismo estero – «anche se non rappresenta una peculiarità del territorio», come osservano entrambi i vertici delle associazioni marinelle –, poi spazio a riduzioni e week-end con gli arrivi da un turismo fatto principalmente da famiglie. C'è un rammarico però che trapela: non aver tramutato e concretizzato in opportunità, di concerto con le istituzioni, le difficoltà dettate dall'emergenza sanitaria.
«Probabilmente siamo tra i più penalizzati con gli albergatori. Forse non si capisce il nostro sforzo: quest'anno poteva diventare un'opportunità, una risorsa in chiave turismo, senza parlare delle concessioni per cui ci aspettavamo di avere risposte e una maggior certezza normativa in un quadro del genere. Andiamo avanti come sempre, guardando già al 2021 come anno di rinascita, ma abbiamo perso tutti un'opportunità per farci conoscere perché abbiamo un livello medio-alto come zona», insiste Pianini. «Lo ripeto: le crisi possono diventare un'opportunità, ma è addirittura aumentata la burocrazia...», chiude Pardi.
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