Il Tirreno

L'appello dei residenti al sindaco di Carrara: «Fermi il degrado»

Francesca Vatteroni
Uno scorcio di via Rinchiosa
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Uno scorcio di via Rinchiosa

«Movida fuori controllo: prima o poi succederà qualcosa» Marina di Carrara, chiesti più controlli: «Pronti alle ronde» 

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Carrara. È un appello accorato, questo, che tanti cittadini marinelli hanno deciso di rivolgere, attraverso le colonne del nostro giornale, al sindaco Francesco De Pasquale perché adotti provvedimenti e a tutto il territorio perché prenda consapevolezza di cosa stia succedendo. Si tratta di una situazione che rischia di esplodere da un giorno all’altro o meglio da una notte all’altra, una vera bomba a orologeria con ragazzini di 14/15/16/17 anni protagonisti di atti osceni tra le macchine impegnati in sesso anche a tre e spesso sotto gli occhi dei residenti esterrefatti, affacciati o di rientro a casa, gente sorpresa a “tirare” sul cofano delle vetture, danni a cancelli, alle abitazioni, alle macchine, tergicristalli e specchietti laterali rotti, bottiglie rotte, tante bottiglie rotte, bicchieri di plastica ovunque, bidoni della spazzatura lanciati e rovesciati in spregio in mezzo alle macchine, vomito, escrementi, 118 che arriva a raccogliere per terra ragazzini in coma etilico, rumore e risse fino al cuore della notte.

Non stiamo descrivendo uno dei cerchi dell’Inferno dantesco ma quanto accade solitamente nella zona che comprende a Marina il quadrilatero di via Genova, via Rinchiosa, via Modena, via Venezia e viale Colombo, quella zona che una volta, anni fa, poteva ancora essere chiamata movida perché zona di divertimento e di ritrovo dei ragazzi e delle ragazze: ma che oggi, divenuta terra di pestaggi, risse e di baby gangs, non può certo essere più definita così. Alcuni residenti, molto impauriti tanto da pregare di non fare menzione della loro identità, chiedono aiuto e lanciano un appello accorato al sindaco De Pasquale.

Raggiungiamo casa di uno di loro, dove si sono dati appuntamento alcuni, e la prima cosa che colpisce è l’odore che c’è per strada: acre e pungente e con il caldo, insopportabile. Urinano e defecano lì, per strada, tra le macchine, anche in mezzo alla strada e sotto la galleria del gruppo di palazzi sul viale Colombo. Chi lavora lì, se per esigenze lavorative deve tornare la sera, ha paura. Turisti che avevano preso in affitto delle case in quella zona, dichiarano che non ritorneranno più. La situazione, ci spiegano, va avanti da anni ma da dopo il lockdown è ancora degenerata, tant’è che il 17 giugno scorso ben 158 cittadini hanno firmato, ma altri si sarebbero aggiunti volentieri, un esposto presentato a Prefettura, questura, carabinieri e per conoscenza all’amministrazione. E’ da anni che quei residenti, d’inverno, “solo” nel week end e d’estate sette notti su sette, sono costretti a subire il degrado, il malcostume, la sporcizia, i rumori molesti anche fino alle 4 della mattina. Il gruppo di residenti ci mettono al corrente che alcune famiglie stanno pensando di organizzare delle ronde, e ci rivelano anche che, trovando terreno “fertile”, alla bolgia si è venuta ad aggiungere a anche una banda di giovani Sirti, particolarmente aggressiva e armata anche di tirapugni. Parlano di un problema sociale, certo, ma chiedono provvedimenti concreti e immediati da adottare per tutelarli. «Ci si rimette anche il turismo perché tanti turisti sono arrivati qua quest’anno perché non potevano spostarsi fuori Regione ma altrettanti non torneranno più: questi ragazzini arrivano con sacchetti pieni di birre da casa-denunciano ormai sfiniti- ma ci sono un paio di botteghini che stanno aperti dalle 19 alle 2 di notte apposta per vendere loro alcolici e alcuni pub chiudono alle 4 della mattina, ma fino a quando possono restare aperti?Perché le forze dell’ordine anziché stazionare non passano a piedi? Perché non installano telecamere che funzionino?».

Chiedono collaborazione agli esercizi, facendo notare che comunque con l’organizzazione di spettacoli ed eventi, come succedeva con il mercatino del sabato, il fenomeno si attenuava e provano a proporre di chiudere al traffico anche il viale Amerigo Vespucci per “spalmare” l’afflusso di ragazzi. Alcuni dei residenti ricordano l’antivigilia di Natale di 4 o 5 anni fa, quando alcuni ragazzi scavalcarono il muretto dei palazzi di viale Colombo per dare fuoco ai bidoni: si fuse il tubo dell’acqua per fortuna non quello del gas. «La popolazione è convinta che quando succederà il fattaccio qualcuno ne dovrà rispondere: evitiamo succeda come è successo alla ragazzina che si è ferita in via Genova», hanno esortato. —

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