Sicurezza
La crisi di alberghi e campeggi acuisce le difficoltà del turismo
massa-carrara
Alberghi, campeggi e Massa. Ecco chi sta perdendo la sfida con il turismo. Trecentomila presenze in meno non possono non far parlare di crisi del settore in provincia di Massa-Carrara. Il calo delle presenze nelle principali strutture ricettive locali (alberghi e campeggi) e quello sulla città più attraente, il capoluogo, non è stato compensato dalla crescita di B&b e delle altre località geografiche. Crisi di lungo periodo ormai, se si pensa che in un decennio il calo delle presenze fa registrare un impietoso meno due milioni di turisti.
Sempre più vacanzieri snobbano la provincia di Massa-Carrara. È un fatto, e che sia una tendenza non dovrebbe esimere la politica locale dallo studiare rimedi e preparare contromosse.
«I dati ufficiali del Comune di Massa segnalano per il 2019 un bilancio turistico non positivo, con gli arrivi che segnano una diminuzione del -1,9% e le presenze complessive una contrazione del -1,3%. che si traducono in 1,080 milioni di giornate di permanenza», si legge nel Rapporto Economia 2019.
Secondo i ricercatori dell’Isr «il calo delle presenze è dovuto in modo particolare alla perdita registrata negli alberghi (-4,6%), dovuta sia al calo dei connazionali che degli stranieri e concentrata in modo particolare sulle tipologie di fascia bassa (1-2 stelle) che ormai da qualche tempo sono meno appetibili agli occhi dei vacanzieri che le sostituiscono con i B&B e le case».
Alla perdita dell’alberghiero risponde la crescita (1,1%) dell’extralberghiero. «Su questo segmento segnaliamo il boom dei B&B (+22%) che va a consolidare i già ottimi andamenti del biennio precedente. Anche il settore che ruota attorno alla casa segnala ottimi risultati (case per vacanze e per ferie +33%, residenze d'epoca +42%)», si legge nel Rapporto.
E continua il crollo dei campeggi, il settore ricettivo più importante in provincia, che da solo muove il 42% delle presenze. Ecco, qui, dopo il consistene calo nel 2018, si segna un meno 11mila per il 2019. In un biennio 50mila persone in meno hanno scelto di stare all’aria aperta tra il mare e le montagne apuane.
Ma chi viene ancora in provincia? «Complessivamente diminuiscono le presenze degli stranieri del -5,3%, mentre quelle dei nostri connazionali restano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Riguardo alla provenienza, si consolida il primo mercato di riferimento, la Lombardia, che cresce del +3), mentre decresce la Toscana ( circa -10 mila turisti). l'Emilia-Romagna si rafforza (+2%), il Piemonte segna invece una contrazione (-6%). Da segnalare una forte ripresa dei turisti liguri (+15%) e siciliani (+10%). Si segnala un nuovo calo dei tedeschi (-5%), che va a sommarsi a quello dello scorso anno (-4%), una diminuzione dei francesi e in generale di tutti i primi 6 mercati di riferimento stranieri, con gli inglesi che crollano di quasi 1/4», concludono da Isr. —
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