Sicurezza
La Cgil: «No alla chiusura delle cure intermedie»
Il sindacato chiede all’Asl di tornare indietro sulla decisione di chiudere il reparto «Inspiegabile la scelta di spostare tutto alla Don Gnocchi. E il sindaco lo sapeva?»
fivizzano
Mostra viva contrarietà alle ultime scelte sull’ospedale cittadino la Cgil: «La decisione della direzione dell'Asl di chiudere il reparto di Cure Intermedie collocato nell'Ospedale di Fivizzano, assunta in modo unilaterale senza alcuna informazione alle organizzazioni sindacali come previsto dalle norme vigenti, rappresenta un ulteriore impoverimento delle strutture socio-sanitare della Lunigiana».
Per la Cgil si tratta di una scelta che non guarda all’utilità sul territorio. «Il reparto di Cure Intermedie dell'Ospedale di Fivizzano ha fornito, da anni, una assistenza qualificata dando risposta ad esigenze di deospedalizzazione protetta che gli attuali modelli organizzativi pongono sempre più. La Direzione aziendale invece vuole articolare l'orario del servizio su 5 giorni e non su 7 come e' attualmente, riducendo l'attività del servizio ed il numero delle lavoratrici/ori e tutto questo senza informazione e confronto».
Dunque aspre critiche alla decisione di chiudere. «Non si capisce in base a quale logica la Direzione Aziendale chiude strutture che funzionano in modo ottimale e che andrebbero semmai potenziate. Se poi la logica che sottostà a questa decisione dovesse essere quella di spostare servizi e risorse verso strutture private, magari per “compensarle” di perdite in altre zone, ancora una volta diciamo no. La struttura della Don Gnocchi di Fivizzano deve trovare una collocazione e operatività nel suo campo di elezione: quello riabilitativo».
La Cgil mette in campo anche delle proposte. «Occorre far partire il progetto, mai realizzato, di attivare all'interno dell'ospedale un polo specialistico in sinergia col Centro riabilitativo della Don Gnocchi, questa è la strada da seguire. Spostare le Cure Intermedie dall'Ospedale al centro Don Gnocchi significa impoverirli entrambi e non dare soluzioni. Ancora una volta siamo di fronte ad una politica aziendale miope e priva di progettualità futura che sa solo “chiudere” servizi che funzionano, come è troppo spesso successo in passato».
Poi una stoccata al sindaco Gian Luigi Giannetti. «Ci chiediamo che ruolo ha avuto in questa vicenda il Comune di Fivizzano. Il Sindaco è stato informato, a differenza dei sindacati? E se era a conoscenza del progetto il suo silenzio è da intendersi come silenzio assenso? Se il primo cittadino condividesse il depotenziamento dell'ospedale, sarebbe un paradosso nel paradosso».
In conclusione le richieste del sindacato all’Asl: «Per quanto ci riguarda chiediamo che la Direzione aziendale sospenda immediatamente il progetto, attivi una larga consultazione e coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e segua finalmente una strada di gestione “democratica” delle politiche sanitarie e non puramente “aziendalista” e verticista. Nello specifico in mancanza di un ripensamento si denuncerà l'Azienda per attività antisindacale. La salute è un bene comune, e le recenti vicende relative alla pandemia lo hanno ampiamente dimostrato, la programmazione dei servizi tesi a garantirla non può essere delegata a pochi tecnocrati, ma deve essere frutto di un processo ampiamente partecipato». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
