Il dolore
Cisco Bellotti e Bobo Rondelli a Fino al cuore della rivolta
Fosdinovo
Sabato 1 agosto e domenica 2 agosto 2020 il primo fine settimana della "edizione limitata" del festival “Fino al cuore della rivolta. Mai più come prima”, al Museo audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo.
Come spiegano i promotori, si inizia sabato 1 agosto alle 17 con l’inaugurazione del festival e una testimonianza sull’emergenza Covid19. Subito dopo Stefano "Cisco" Bellotti con "Il vecchio che scriveva romanzi d'amore", concerto omaggio a Luís Sepulveda. Letture di Matteo Procuranti (Blanca Teatro)
Si prosegue domenica 2 agosto. Inizio sempre alle ore 17, con la lectio brevis del prof. Paolo Pezzino (Presidente Istituto Nazionale Ferruccio Parri) dal titolo “Non solo una statua. Il caso Montanelli come ‘autobiografia della nazione’”. A seguire Bobo Rondelli, in concerto con il tour estivo "Giù la maschera".
Posti limitati e prenotazione obbligatoria al 349.3278060 oppure 342.3714053
Gli organizzatori ricordano che il rispetto della capienza massima sarà tassativo. Raccomandano anche di essere in anticipo rispetto all’inizio (previsto per le 17) per evitare assembramenti durante le procedure di ingresso (verifica prenotazione e autodichiarazione) e anche perché gli spettatori saranno sistemati nel bosco (teatro di paglia) secondo l’ordine di arrivo. Il contributo di 20 euro comprende il diritto alla prenotazione e la cena (a partire dalle ore 20).
Dai prossimi giorni ci saranno altre indicazioni con il calendario in progress sui social di Archivi della Resistenza. Infine - si aggiunge - «visti i limiti di affluenza e per poter garantire a tutti e tutte di poter vivere l'evento, sarà possibile assistere al festival anche in streaming, sulle pagine social di Archivi della Resistenza. L’associazione darà continuità all'esperienza dell'ultimo 25 aprile, riproducendo un palco virtuale su cui si alterneranno le iniziative e i concerti live, così come tante testimonianze, raccolte in 16 anni di lavoro, contributi storici e musicali. Questo per fare in modo di mantenere viva l’anima del festival, come uno spazio aperto, democratico e gratuito».
E si osserva: «Questo è tutto quello che possiamo fare oggi, viste la particolare situazione che stiamo vivendo. Ci rimpiccioliamo per diventare più grandi».
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