Proteste
Piscine in degrado e resort che non c’è
Poco è cambiato da quando il Centro sportivo è stato chiuso E anche la struttura turistica per ora rimane solo sulla carta
aulla
Sterpaglie, erbacce che dilagano e una generale sensazione di abbandono. Ben poco è cambiato attorno al Centro scolastico sportivo di Quercia di Aulla dall’estate 2013, da sette anni a questa parte. Da quando, cioè, il Centro e le sue piscine, vasche che erano frequentatissime da sportivi e appassionati del nuoto di ogni età, chiusero per un insanabile contenzioso fra la società che le gestiva, la Pianeta Sport di Carasco di Genova, e l'amministrazione comunale, a quel tempo guidata dall'ex sindaco Roberto Simoncini.
Ed è sparito dai radar anche l’insediamento turistico ricettivo di cui si vociferava fino a un anno e mezzo fa, che sarebbe in grado di garantire 120 posti di lavoro e potrebbe essere realizzato a Malacosta di Quercia, di fronte al Centro scolastico sportivo. Ora, però, grazie all’interessamento alla questione de Il Tirreno, emerge che il progetto è stato inserito nel Piano strutturale intercomunale dall’Unione di Comuni della Lunigiana e dalla Regione Toscana. Si apprende, poi, che quando si passerà alla progettazione operativa, si vedrà nel dettaglio quello che è il progetto definitivo, che potrà portare alla realizzazione di una struttura dalla capienza di 500 posti letto. Ma se quello che si vede passeggiando di fronte al Centro è a dir poco sconfortante, va anche detto che qualche luce si è accesa negli ultimissimi anni.
La palestra della pallavolo è stata interessata da importanti lavori di ristrutturazione ed è tornata ad essere a disposizione. Lo scorso anno, inoltre, terminavano i lavori del secondo lotto “bis” richiesto dal Coni per adempiere all’adeguamento delle barriere architettoniche. Il tutto a dimostrazione del fatto che c'è la volontà da parte dell'amministrazione di riaprire interamente al pubblico il Centro "Salvo D'Acquisto". Purtroppo, a non esserci ancora è una data di riapertura certa delle piscine. E come boccone amaro ci si sono messi anche i lunghi mesi dell’emergenza coronavirus a bloccare ulteriormente il tutto. Rimane il fatto che la restituzione alla collettività del Centro è uno degli obiettivi del Comune, come si può leggere in una nota che ripercorre le cose fatte e quelle da fare: «Il primo passo è stato la ristrutturazione del tetto attraverso la sua impermeabilizzazione e l’adeguamento dell’impianto antincendio alle nuove normative per un totale di 800mila euro. Nel 2019, è stato altresì ottenuto da questa amministrazione un finanziamento, da parte del Coni, di 780mila euro finalizzato al rifacimento degli spogliatoi, dei campi da calcetto, da tennis e della pista di atletica. Attualmente il Comune è in attesa dell’approvazione del progetto da parte del Coni, a seguito della quale partiranno le gare e il via ai lavori. Attualmente l’amministrazione ha deciso, inoltre, di partecipare a un bando dedicato alla conversione dell’impianto di produzione di calore a gasolio in impianto a cippato».
Chiude la nota del Comune: «Questi interventi, finalmente, realizzeranno l’appetibilità e la convenienza della struttura verso gestori seri che potranno usufruire di un complesso restituito a dignità e funzionalità nonché soprattutto a sostenibilità economica per l’abbattimento dei costi». —
Gianluca Uberti
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