Attenzione
L'allarme: «Avenza è abbandonata, sta diventando il Bronx»
Lo storico Di Pierro: in pochi mesi si sono verificati fatti criminosi molto gravi. Micheloni: da qui hanno tolto tutti i servizi, il paese si sta desertificando
AVENZA. Brusco risveglio ad Avenza dopo la notizia degli arresti per estorsione e aggressione ai danni dei titolari del bar di via Toniolo angolo via Sforza. Un episodio che si è verificato a poche settimane dall’incendio doloso al camioncino del negozio cinese, sempre in via Sforza e dal furto alla biglietteria della stazione. Atti criminosi che stanno facendo discutere e riflettere la cittadinanza, che teme nella trasformazione a Bronx, quello anni Ottanta, di un intero quartiere.
Come fa notare lo storico e scrittore Pietro Di Pierro che scrive: “In pochi mesi nel raggio di un centinaio di metri si sono verificati tre reati gravissimi e preoccupanti. L’ultimo, l’aggressione per estorsione ad un bar, poche settimane prima c’era stato l’incendio di un furgone di un commerciante cinese in via Sforza, ancora qualche settimana prima il furto con scasso della biglietteria della stazione ferroviaria. Quindi, tutto intorno a quella che doveva essere la city di Avenza. In realtà dal 2008 è cominciato il degrado, prima togliendo il presidio della polizia municipale (con buona pace dei progetti conclamati del vigile di quartiere), poi l’abolizione della circoscrizioni, poi la chiusura dello stato civile, in modo quanto meno anodino. Infine resta chiusa anche l’anagrafe. La conseguenza – prosegue Di Pierro – è la chiusura dell’indotto. Sono decine i fondi chiusi in via Sforza, che anche con l’arrivo della grande distribuzione, reggevano ancora fino a dieci anni fa. Se aggiungiamo l’abbandono del palazzo Cat abbiamo fatto tombola. Avenza ridotta a Bronx, nel deserto delle istituzioni e dove prospera il mondo parallelo della devianza. I sociologi hanno scritto molti trattati sull’argomento. Ora ne abbiamo una prova. Tre reati gravissimi nel raggio di cento metri. C’è sempre un parallelo tra la depauperazione dei servizi, l’indotto e la devianza. ma le forze dell’ordine non intervengono. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Avere tanti centro doveva essere una risorsa, ma adesso abbiamo solo tante periferie. Sarò cattivo, ma secondo me c’è un disegno preciso per affossare Avenza (trasversale, perché è più che decennale). A prescindere da quest’ultima considerazione i fatti sono quello che sono”.
Di totale abbandono e di una precisa volontà politica parla anche Cesare Micheloni del negozio “Gli Svalvolati” di via Giovan Pietro: “qua stanno cancellando servizi importanti – dice – come la delegazione comunale che è chiusa. Commercialmente è un danno enorme, e lo è anche per i cittadini, gli utenti e chi ci abita. Stanno desertificando Avenza. Dove è la vita sociale? Se viene a mancare si creano situazioni di sottobosco e di delinquenza. Il degrado non è solo la sporcizia, e ad Avenza è cominciato quello sociale. Non c’è più niente. L’Asl ha già tolto alcuni servizi, la circoscrizione ha chiuso, ora lo stato civile. Vorrei ricordare al sindaco – prosegue Micheloni – che quando venne ad Avenza a fare il confronto pubblico con gli altri candidati, che aveva parlato di un ripristino del servizio stato civile, invece l’ha chiuso. Ed era un servizio importante per Avenza e Marina. Tutto questo ha portato al degrado e alla micro criminalità, senza contare tutto il resto. La segnaletica inesistente, come anche l’arredo urbano o i marciapiedi dove la Asl. Cosa fa il comune per Avenza? Per l’estate non ha organizzato nulla. Si sta peggiorando, ma veramente alla grande” . –
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