Il Tirreno

il caso 

Bonifica Farmoplant siamo ancora alla fase istruttoria per i nodi della falda

DAVID CHIAPPUELLA
Bonifica Farmoplant siamo ancora alla fase istruttoria per i nodi della falda

Il sottosegretario all’ambiente Morassut ha risposto all’interrogazione di Cosimo Ferri sui problemi del Sin-Sir 

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MASSA

«Il 17 luglio 1988 è scoppiata una bomba tossica nella città di Massa: lo stabilimento di insetticidi Farmoplant. Da quel momento è cambiata la situazione ambientale ed industriale del territorio apuano. Questa popolazione vorrebbe reagire, ma le istituzioni, purtroppo, non sempre sono state all’altezza delle attese». Inizia così l’interrogazione a risposta immediata presentata dal deputato di Italia Viva Cosimo Ferri insieme alla collega Silvia Fregolent alla Commissione Ambiente della Camera, per chiedere al Governo chiarimenti sullo stato delle bonifiche dell’area ex Montedison/Farmoplant. Il parlamentare apuano ha ricordato anche l’Accordo di programma per le bonifiche del Sin/Sir di Massa-Carrara stipulato nel 2016 ed aggiornato nel 2018, che vedeva tra i protagonisti il ministero dell’Ambiente, chiedendo di “sollecitare la Sogesid”, società del Ministero che dovrà attuare tali interventi. A rispondere al question time è stato il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Roberto Morassut, il quale, dopo aver confermato lo stanziamento complessivo di quasi 26 milioni di euro per il risanamento ambientale di Massa-Carrara, ha riferito che i risultati delle due campagne di indagine effettuate tra il 2018 ed il 2019 dalla Sogesid nella falda Sin/Sir sono stati trasmessi da tale società lo scorso 31 gennaio.

«A breve -ha anticipato il sottosegretario- dovrà essere inviato un ulteriore documento, contenente i risultati dell’elaborazione dei dati, nonché alcune ipotesi progettuali per il risanamento della falda inquinata, che comunque dovranno essere oggetto di attenta valutazione».

Fra le possibilità c’è la realizzazione di una barriera idraulica puntuale su alcune aree più critiche, da implementare con interventi in sito. Per la bonifica dell’area ex Farmoplant il sottosegretario Morassut ha fatto riferimento agli aggiornamenti inviati da Edison Spa (ex Montedison), individuata come soggetto inquinatore.

L’ultimo di questi documenti, datato 9 giugno 2020, ribadisce nuovamente l’efficienza della barriera idraulica gestita dalla stesa Edison a partire da fine anni ’80, sostenendo che la contaminazione persistente nella falda avrebbe origine da altre società o aree esterne all’ex fabbrica chimica.

«Detta documentazione -ha precisato Morassut- è attualmente in corso di istruttoria».

Il fatto che il sottosegretario, dopo 7 mesi dalla conclusione delle analisi condotte dalla Sogesid, si sia limitato a parlare ancora di “ipotesi progettuali” per il risanamento della falda Sin/Sir e di “fase istruttoria” per la bonifica dell’ex Farmoplant non ha soddisfatto Ferri. Il parlamentare, ricordando anche i problemi ambientali del fosso Lavello e l’altissimo numero di malattie oncologiche nella provincia di Massa-Carrara, ha espresso il timore che chiamare in causa altre aziende rappresenti solo un tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità da parte di Edison. «Dopo 32 anni -ha ribattuto Ferri- non si può rimandare ancora l’inizio di questa bonifica, essenziale per la salute dei cittadini, per il turismo e per gli investimenti produttivi. Per questo chiedo al Governo di impegnarsi a completare tutte le procedure. La mia preoccupazione -ha concluso il deputato- è anche per i privati, gli imprenditori che hanno investito nei lotti ex Farmoplant, cercando di bonificare le aree e rispettando le regole, che oggi, dopo oltre 15 anni dall’acquisto, non riescono ancora a concludere i procedimenti».

DAVID CHIAPPUELLA

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